Forza Italia, Berlusconi disarmato: è caccia all'eredità politica

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MILANO, 20 Marzo 2014 - Berlusconi è fuori uso. La sentenza emessa dalla Corte di Cassazione che  ha confermato la pena accessoria di due anni di interdizione dai Pubblici Uffici, ha messo in discussione la futura e presente leadership dell'ex Cavaliere all'interno del suo partito.

Alle Europee non potrà essere inserito nelle liste, né tantomeno quindi guidare il suo partito nell'eventualità di elezioni politiche. La sfida interna quindi è adesso aperta ed un po' come avvenne per Alfano, mentre si aspetta l'investitura diretta del successore da parte di Berlusconi, i suoi iniziano ad avanzare ipotesi personali.

La prima a dichiararsi disponibile a candidarsi per probabili primarie di partito è Mara Carfagna. La giovane ex ministra del governo Berlusconi per le pari opportunità, forte anche di un potere territoriale acquisito in Campania nel corso di questi anni di politica, ha ufficialmente avanzato la sua proposta: "Se dovessimo individuare le primarie come strumento per selezionare l'eventuale segretario o candidato premier di Forza Italia, non mi tiro certo indietro". 

Per la giovane forzista però non sarà facile raggiungere l'ambita posizione ed è facile immaginare che certo non sarà lei il successore di Silvio Berlusconi. Quest'ultimo d'altra parte, non ha intenzione di lasciare il partito in mani politiche semisconosciute. Non c'è spazio per Santanché, Brunetta, Fitto e nessun altro dei fedelissimi, perché in quei casi il rischio è che si lascino trascinare troppo dai giochi di potere e di palazzo, come insegna il caso Alfano.

Per sopperire alla sua mancanza dalla scena politica il leader di Forza Italia, il pregiudicato ed incandidabile Silvio Berlusconi, pensa quindi di puntare non tanto sul cerchio magico interno al partito, bensì alla sua stessa famiglia. Anche perchè l'esperienza ci insegna che è in Forza Italia un  Berlusconi non deve mancare. 

Allora dopo il rifiuto di Marina e Piersilvio che si sono detti indisponibili a "scendere" in politica, l'ipotesi più accreditata è che sia la piccola Barbara, la milanista dal pugno di ferro, a sostituire il padre nella guida di Forza Italia.

Questa eventualità però lascierebbe scontenti molti "amici di famiglia", irritati dal fatto che si possa preferire un'esterna piuttosto che qualcuno che da anni combatte le battaglie a fianco a Berlusconi. 

La guerra fratricida interna a Forza Italia non è dunque un miraggio. Le stesse persone che ai tempi non gradirono l'investitura diretta di Alfano e poi quella più recente di Toti, potrebbero scatenare, come fu ai tempi, una piccola rivoluzione e con il capo non più disponibile a sedare le rivolte, tutto ciò potrebbe rivelarsi un problema.[MORE]

Sergio Sulmicelli

foto da corriere.it

 

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Scritto da Sergio Sulmicelli

Giornalista di InfoOggi

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