Cultura e Spettacolo

Franco Sicari, Il tempo si è fermato!

Dal terrazzo della vecchia casa di mia madre, a Bianco, che non c'è più, guardo verso sud. Non si muove nulla. La Stazione FS è diventata un quadro.

L'azzurro del mare Jonio ad Est. I contrafforti dell'Aspromonte ad ovest. A sud capo Spartivento. a nord la punta di Roccella Jonica.

I tre binari, la palma, il bar.

Ai tavolini qualche balordo con la bottiglia in mano è fermo pure lui e sono pure fermi il capostazione Ferraro ed il manovale Romeo.

Chissà quanto tempo è passato o sè il tempo stesso è una finzione.

Ad est il sole che nasce dal mare Jonio,ad ovest il cielo plumbeo di un temporale.

Verso capo Bruzzano una grossa barca con vela greca.

All'improvviso la stazione prende vita e centinaia di studenti si accalcano perchè sta per giungere l'accelerato per Locri.

Qualche ritardatario sale " a volo" tra un applauso generale e tra i rimproveri del capotreno. E' il 1° Ottobre 1962 e l'aria è tersa ed il cielo è di un azzurro meraviglioso. E' il primo giorno di scuola devono fare le classi; la mia è la 1a H.

Tra le tante lettere mi doveva toccare una "muta".

Poi solo sezione C fino alla fine!

La mitica 3a C del liceo Classico "Ivo Oliveti" di Locri. Quanti ricordi e quanta malinconia! Però, anche, tanta felicità che ha segnato piano, piano, il passaggio dalla fanciullezza alla giovinezza con tutti i suoi contrasti e tutte le sue difficoltà. Il treno passa sulle fiumare in piena perché è già novembre ed il mare è in tempesta e lunghe cordate di anitre sfiorano le onde del mare.

A casa mio fratello Saverio mi sta aspettando!

Stà gia mettendo la polvere dentro le cartucce.

Il piccolo monocanna Beretta calibro 24 è pronto!

10 cartucce con piombo n.5 per le anitre.

Nella pozza d'acqua formata dalla fiumara Buonamico e dal mare parte, frullando le ali, il grosso Capoverde!

Mio fratello di 11 anni imbraccia la "scopetta" e spara.

L'anitra colpita in pieno, crolla a terra, dentro un fitto canneto. Pesa 5 kg.

Il treno stà arrivando, di ritorno, alla stazione di Bianco .

Sono le 13,30 e fà caldo perché è il 20 maggio. Nell'aria i profumi già avanzati di una interminabile primavera!

Tra poco le scuole chiuderanno e ci aspetta una interminabile estate.

Le foglie dei platani coprono i margini delle strade di corso della Vittoria

Il cielo si sta oscurando ma non piove. Gli anni sono trascorsi inesorabili e le stagioni non sono interminabili.

I fanciulli sono scomparsi per lasciare il posto ad altre persone, sicuramente più tristi e noiose che ripetono gli stessi gesti

e le stesse cose.

Il tempo scorre troppo veloce e le stagioni sono diventate attimi e le onde di tempesta del mare Jonio diventano, subito, calma piatta!

Le grande cordate" a cuneo" delle anitre che migrano passando sotto casa di mia madre sono solo un sogno e forse non sono mai esistite

come forse è tutto un sogno, la mia vita!


Franco Sicari