Indagine su frode fiscale, fatture false e somministrazione illecita di manodopera
Un’articolata inchiesta della Guardia di Finanza di Napoli, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, ha portato alla luce un presunto sistema di frode fiscale e appalti illeciti di manodopera nel settore della grande distribuzione organizzata. Al centro delle indagini emerge un meccanismo basato su fatture false per un valore complessivo di circa 166 milioni di euro, utilizzate – secondo l’accusa – per ridurre il carico fiscale e aggirare le norme sul lavoro subordinato.
Sequestro da oltre 30 milioni di euro e 29 indagati
Nell’ambito del procedimento penale, le autorità hanno disposto un sequestro preventivo superiore ai 30 milioni di euro. Il provvedimento riguarda complessivamente 29 indagati, tra persone fisiche e società.
L’operazione è stata eseguita dal Nucleo di polizia economico-finanziaria su delega della Procura guidata da Domenico Airoma, con il coordinamento del procuratore aggiunto Mariella Di Mauro e del sostituto procuratore Mariacristina Bonomo.
Il sistema delle cooperative: come funzionava il meccanismo
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il presunto sistema fraudolento si fondava sull’utilizzo di cooperative prive di reale autonomia imprenditoriale, impiegate come “serbatoi” di manodopera. Queste cooperative avrebbero:
- omesso sistematicamente il versamento dell’IVA
- utilizzato le somme risparmiate per sostenere i costi del personale
- gestito lavoratori formalmente assunti, ma di fatto operanti sotto il controllo diretto di un’unica società
In questo contesto, i contratti di appalto sarebbero stati utilizzati – secondo l’accusa – per mascherare una vera e propria somministrazione illecita di manodopera.
Il ruolo della logistica e il controllo digitale dei lavoratori
Le attività si sarebbero concentrate principalmente nei servizi di logistica e movimentazione merci presso un centro di distribuzione nel Casertano. Un elemento particolarmente rilevante emerso dall’indagine riguarda l’utilizzo di sistemi informatici avanzati per il monitoraggio dei lavoratori, capaci di:
- impartire istruzioni operative
- controllare in tempo reale le prestazioni lavorative
Questo aspetto evidenzia un livello organizzativo complesso, tipico di strutture aziendali altamente integrate.
Cooperative intestate a prestanome e trasferimenti di massa
Le indagini hanno inoltre fatto emergere una gestione accentrata delle cooperative, spesso intestate a prestanome e caratterizzate da continui trasferimenti collettivi dei lavoratori. Questo sistema avrebbe consentito di:
- mantenere operativa la struttura nonostante debiti fiscali accumulati
- evitare controlli e responsabilità dirette
- garantire continuità produttiva
Regolarizzazione fiscale e responsabilità amministrativa
Nel corso delle verifiche, una delle società coinvolte ha provveduto a regolarizzare la propria posizione fiscale per il periodo 2019–2024, versando oltre 14,4 milioni di euro di imposte, oltre a interessi e sanzioni per circa 6,2 milioni di euro.
Questo intervento ha comportato l’esclusione della società dal sequestro diretto, che ha invece colpito altri soggetti coinvolti per un totale di circa 14,5 milioni di euro. Resta comunque contestata la responsabilità amministrativa delle imprese ai sensi del decreto legislativo 231/2001.
Implicazioni per il settore della grande distribuzione
Questa vicenda riaccende i riflettori sui rischi legati all’uso distorto degli appalti di manodopera nella grande distribuzione. Le autorità stanno intensificando i controlli per contrastare fenomeni di:
- evasione fiscale
- lavoro irregolare
- utilizzo improprio di cooperative
Un tema cruciale non solo sotto il profilo economico, ma anche sociale, per la tutela dei lavoratori e della concorrenza leale nel mercato.
Presunzione di innocenza: il principio da rispettare
È fondamentale ricordare che, in base all’articolo 27 della Costituzione italiana, vige il principio della presunzione di innocenza: tutti gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.