Nella complessa fase del crepuscolo in corso, per chi ha voglia di buone notizie o per allontanare lo spettro della crisi, di seguito, due letture consigliate, decisamente agli antipodi.
La prima, Fuori da questa crisi, adesso! (Garzanti Libri, 2012, pp. 269, euro14,90) è un saggio in cui il Premio Nobel per l’Economia Paul Krugman, attualmente docente alla Princeton University ed opinionista del New York Times, analizza la Grande Recessione partita nel 2008 dagli Stati Uniti, da cui si è dilatata a macchia d’olio sull’intero globo, travolgendo in pochi anni la finanza, l’economia e la politica, senza ancora fornire segnali di arresa.[MORE]
L’insigne economista chiama “Depressione Minore” quella che stiamo attraversando, per distinguerla da quella degli anni Trenta: lo scenario è simile a quello di allora, con le paure per un futuro incerto - soprattutto per i giovani, su cui incombe la “maledizione di essersi laureati nella fase peggiore dell’economia” - e le difficoltà di reinventarsi il quotidiano, senza stipendio o senza pensione. Una soluzione però è possibile. Per uscire dalla crisi e scongiurare il disastro, occorre un decisivo intervento statale: è questa la terapia keynesiana suggerita da Krugman, distante dalle politiche di austerity che in tempi di depressione rischiano a volte di aggravare i problemi.
«Sono passati quasi tre anni e mezzo dal fallimento di Lehman Brothers e più di quattro anni dall'inizio della Grande Recessione. E i cittadini dei paesi più avanzati del mondo stanno ancora tutti soffrendo.»
L’altra, è il Corso di sopravvivenza per consumisti in crisi (Laterza, 2012, pp. 178, euro 14) di Lia Celi. La nota giornalista e già autrice di satira, lo annuncia dal titolo che questo è un prontuario di sopravvivenza, “una guida ragionata” sferzante e divertente.
Mala tempora currunt per i devoti allo shopping compulsivo, diventato ormai privilegio di pochi. I nostalgici di un passato di consumi senza freni aumentano, tuttavia il sorriso non deve cedere il posto all’amarezza, ci suggerisce l’autrice, individuando un rivoluzionario percorso riabilitativo.
Si può “esorcizzare il mare di guai ridendone”, come? Lia Celi, ricordando uno “squattrinato pomeriggio al centro commerciale”, la moderna agorà in cui si aggirava - con la figlia allora piccola - noncurante dell’aver dimenticato a casa il portafoglio, ci introduce teatralmente nei luoghi sacri della new economy, passando con un surreale cambio di scena dal negozio di abbigliamento in franchising alla libreria indipendente, dal negozio biologico al megastore di hobbistica e giardinaggio, tra feticci vari alla moda e sieri che promettono l’eterna giovinezza, uscendone infine senza aver speso nulla ma ugualmente appagata, divertita dalla combinazione di variabili possibili, come la “degustazione gratuita di caffè” o la “lettura a scrocco di libri e giornali”. Con sorpresa, “al riparo da bulimie da carrello vuoto” potrebbe presentarsi un’opportunità ignorata, la rivincita di uno stile di vita più sobrio.
«Lasciare a casa sistematicamente il portafoglio, però, non ci aiuterà a diventare consumatori consapevoli. Dobbiamo imparare a riconoscere sia la nostra vulnerabilità da Cappuccetti in rosso sperduti nell’allettante foresta del consumo, sia la spregiudicata abilità della controparte, decisamente superiore a quella del Lupo cattivo, nello spingerci sulla strada breve e pericolosa dello sperpero. Imparare a sorridere dell’una e dell’altra, e a volte a riderne di cuore, può essere la via per una decrescita magari non proprio felice, ma sicuramente un po’ più allegra.»
Domenico Carelli