Nuova svolta nel delitto di Garlasco tra accuse, intercettazioni e ipotesi di revisione del processo Stasi
A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ha chiuso la nuova fase investigativa sull’omicidio che sconvolse l’Italia nell’agosto del 2007. Gli inquirenti indicano ora Andrea Sempio come presunto autore dell’assassinio, delineando una ricostruzione profondamente diversa rispetto a quella che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
Secondo la Procura, la giovane sarebbe stata uccisa “con odio e crudeltà”, aggravanti contestate formalmente nel nuovo impianto accusatorio. La chiusura delle indagini rappresenta uno dei passaggi più delicati e discussi nella lunga vicenda giudiziaria del cosiddetto delitto di Garlasco, uno dei casi di cronaca nera più seguiti in Italia.
La nuova ipotesi della Procura sul delitto di Garlasco
Gli accertamenti coordinati dal procuratore aggiunto Stefano Civardi insieme alle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza hanno portato alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di Andrea Sempio, amico storico del fratello della vittima.
Per gli investigatori, la mattina del 13 agosto 2007 sarebbe stato proprio Sempio a entrare nella villetta di Garlasco e ad aggredire la 26enne. L’ingresso sarebbe avvenuto approfittando della porta non chiusa a chiave o lasciata socchiusa dopo il momentaneo disinserimento dell’allarme domestico.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il movente sarebbe riconducibile a un presunto rifiuto sentimentale o sessuale da parte della giovane. Gli inquirenti sostengono che Chiara avrebbe respinto un approccio dell’uomo, elemento che avrebbe innescato l’aggressione.
Le analisi scientifiche e la dinamica dell’omicidio
Uno degli aspetti centrali della nuova indagine riguarda le consulenze tecnico-scientifiche. Gli investigatori hanno fatto riferimento agli esiti della BPA, ovvero la Bloodstain Pattern Analysis, l’analisi delle tracce di sangue eseguita dal tenente colonnello Andrea Berti del RIS di Cagliari, oltre alle valutazioni dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo.
Secondo gli esperti, l’aggressione sarebbe iniziata non prima delle 9:45, orario differente rispetto a quello individuato nella prima inchiesta. La vittima avrebbe tentato di difendersi dai colpi ricevuti inizialmente a mani nude e successivamente con un oggetto contundente, ipotizzato in un martello a coda di rondine.
Gli inquirenti parlano di almeno dodici colpi inferti tra volto e testa. L’aggressione sarebbe partita dal soggiorno per poi proseguire fino alla zona delle scale che conducono al seminterrato, dove il corpo della giovane venne trascinato.
La Procura sostiene inoltre che l’aggressore avrebbe continuato a colpire Chiara anche quando era già priva di sensi. Successivamente, durante la fuga, avrebbe lasciato tracce sul muro e si sarebbe lavato le mani nel lavabo della cucina.
Celle telefoniche e intercettazioni al centro dell’inchiesta
Tra gli elementi ritenuti significativi dagli investigatori ci sono anche le analisi delle celle telefoniche, che collocherebbero Andrea Sempio a Garlasco la mattina del delitto, mettendo in dubbio il precedente alibi legato a un acquisto effettuato a Vigevano.
Un altro punto cruciale riguarda alcune intercettazioni ambientali raccolte nel 2025 tramite una microspia installata nell’auto dell’indagato. Secondo l’interpretazione degli inquirenti, alcuni monologhi registrati farebbero riferimento a un interesse nei confronti di Chiara Poggi e a un presunto rifiuto ricevuto dalla ragazza.
La Procura considera questi dialoghi un possibile riscontro investigativo sul movente. Tuttavia, la difesa respinge completamente questa lettura.
La strategia difensiva di Andrea Sempio
I legali di Andrea Sempio stanno lavorando per dimostrare l’estraneità del loro assistito. La linea difensiva punta soprattutto a ridimensionare il peso delle intercettazioni, sostenendo che quei dialoghi non rappresentino alcuna confessione.
Secondo gli avvocati, Sempio starebbe semplicemente lavorando a un podcast e gli audio sarebbero stati interpretati in modo errato. La difesa sottolinea inoltre che alcuni dettagli citati nelle registrazioni sarebbero già noti pubblicamente da anni.
Gli avvocati insistono anche sul fatto che i rapporti tra Sempio e Chiara Poggi fossero pressoché inesistenti e limitati a sporadici incontri legati all’amicizia con il fratello della vittima.
Alberto Stasi e l’ipotesi di revisione del processo
La nuova ricostruzione della Procura potrebbe avere conseguenze anche sulla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio della fidanzata.
Con la chiusura delle indagini su Andrea Sempio, si profila infatti la possibilità di una richiesta di revisione del processo. Un’eventuale iniziativa potrebbe essere valutata sia dalla difesa di Stasi sia dalla Procura generale di Milano dopo l’acquisizione degli atti dell’inchiesta pavese.
La vicenda continua quindi a dividere opinione pubblica e ambienti giudiziari, mantenendo alta l’attenzione mediatica su uno dei casi più controversi della cronaca italiana recente.
Il dolore della famiglia Poggi resta immutato
Per la famiglia Poggi, questa nuova fase investigativa rappresenta l’ennesimo capitolo di una sofferenza che dura da quasi due decenni. I familiari della vittima, pur seguendo con attenzione gli sviluppi dell’inchiesta, ritengono che le intercettazioni diffuse non possano essere considerate una confessione.
Attraverso i loro legali hanno parlato di “suggestione mediatica”, ribadendo il peso emotivo di un caso che continua a riaprire ferite profonde nella comunità di Garlasco.
Presunzione di innocenza
Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione italiana e della normativa vigente in materia di presunzione di innocenza, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.