GAZA, 19 NOVEMBRE 2012 – Raccapricciante la testimonianza di una volontaria italiana, Rosa Schiano, impegnata presso lo Shifa Hospital di Gaza city sulla quinta giornata dell'Operazione militare israeliana ’Pillar of Cloud’: “L'aviazione militare israeliana ha bombardato e completamente distrutto un edificio di tre piani in Nasser Street a Gaza city, sterminando una intera famiglia. Hanno perso la vita madre, padre e quattro bambini di 11 mesi, 3, 5 e 6 anni. Ho visto i corpi delle piccole vittime nell'obitorio dell'ospedale. Morta anche la nonna e la giovane zia ed i due vicini di casa. Un'altra zia è dispersa. Una strage. Un'altra casa è stata colpita a Jabalia, dove un bimbo di 4 anni è stato travolto dal crollo dell'abitazione; il padre è rimasto ferito”.
Prosegue la Schiano attraverso il suo profilo Facebook, “Anche questa notte droni in cielo, ambulanze che corrono, la marina militare israeliana che bombarda. Nel quartiere di Zaytoun, 15 i bambini feriti, tra cui uno morto. Alle 6 del mattino terribili esplosioni, almeno 3 bombe di caccia F-16. E lo spettro dell'imminente invasione via terra, molto probabile visto che mi hanno fatto spostare nel palazzo che usano gli internazionali!”. [MORE]
A ciò si aggiunge il racconto dei cooperanti italiani in merito all'attacco alla torre, sede delle redazioni internazionali (Sky News, Mbc Tv, al Arabya, Arf Tv e Orf), che in una nota congiunta della Piattaforma Ong italiane in Medio Oriente e Mediterraneo, “Un'attacco gravissimo e deliberato alla stampa e all’informazione”, aggiungendo che, “Le ostilità sono cominciate l'8 novembre, con l’incursione via terra dell’esercito israeliano a est di Khan Younis, che ha causato la morte di Hamid Abu Daqqa, adolescente di 13 anni che giocava a pallone davanti casa. Quella israeliana è un’offensiva indiscriminata che colpisce principalmente civili imprigionati dal blocco israeliano, illegale secondo il Diritto internazionale umanitario, che da 5 anni isola quasi completamente la Striscia di Gaza dal resto del mondo”.
Nel suddetto attacco, sono rimasti feriti 6 giornalisti, tra questi un cameramen palestinese a cui è stata amputata una gamba. “Noi giornalisti che lavoriamo nell'edificio di Jawharah Shur, nel centro di Gaza City, abbiamo ricevuto un avviso dall'Israeli occupation forces (Iof) che ci ha intimato di evacuare immediatamente gli uffici delle sedi palestinesi. Dopo il ferimento dei nostri colleghi, con altri stranieri di diverse agenzie di stampa, abbiamo scelto di restare e di documentare fino all'ultimo”, è quanto si legge in una nota dei giornalisti.
Infine, in riferimento alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi, che ha definito l'offensiva “dura, ma legittima", i cooperanti italiani hanno replicato: “Non condividiamo le posizioni del governo italiano. Anche la popolazione di Gaza, come quella israeliana, ha diritto ad una piena sicurezza e alla massima tranquillità. Ciò può essere possibile solo con la fine dell’assedio e dell’occupazione, con il pieno rispetto dei diritti umani e della dignità del popolo palestinese. Ci appelliamo al governo italiano e alla comunità internazionale, affinché si adoperino per mettere fine a questa aggressione illecita contro i civili palestinesi”.
(Fonte: Redattore Sociale. Fotogramma: notizie.it.msn.com)
Rosy Merola