Inclusione sociale, accoglienza e promozione dei diritti delle persone detenute o in esecuzione penale esterna.
Sono le attività svolte dalla cooperativa sociale “Sogni Oltre le Sbarre” che, a partire dallo scorso marzo, gestisce il progetto denominato “Sogni oltre le sbarre per la genitorialità: percorsi integrati di accoglienza e reinserimento per genitori detenuti e i loro figli nel territorio di Palermo”, finanziato dall’assessorato alla Famiglia e alle Politiche sociali della Regione Siciliana.
Aurelia Granà e Fabio Carraro, rispettivamente presidente e vice presidente della cooperativa sociale con sede a Palermo, sono attivi da oltre un ventennio all’interno degli istituti penitenziari della Sicilia, operando attraverso progetti finalizzati alla formazione e all’inclusione lavorativa.
Il progetto dedicato alla genitorialità dei detenuti si configura quale modello pilota per l’isola ed è caratterizzato da un approccio sistemico, integrato e orientato all’autonomia, in grado di superare la logica dell’accoglienza emergenziale e di riconoscere la famiglia come nucleo generativo di resilienza e inclusione.
L’intervento non incide solo sui singoli beneficiari, ma sull’intero sistema territoriale, rafforzando le politiche di prevenzione sociale e reinserimento sostenibile.
“L’obiettivo del progetto – spiegano Aurelia Granà e Fabio Carraro – è sperimentare, implementare e consolidare un modello innovativo e integrato di accoglienza extra-carceraria residenziale nel Comune di Palermo, destinato, nello specifico, a genitori sottoposti a misure penali e ai loro figli minori: non si tratta della semplice offerta di un alloggio, però”.
“Questo modello – sottolineano – mira invece a garantire il mantenimento e il rafforzamento del legame familiare, riconosciuto come fattore protettivo essenziale per lo sviluppo infantile, promuovendo il pieno e duraturo reinserimento sociale e lavorativo dei genitori e assicurando ai bambini un ambiente di crescita protetto, sereno e stimolante, fondamentale per il loro sviluppo armonico, la tutela del benessere psico-fisico e la prevenzione di future forme di disagio sociale, marginalizzazione o devianza”.
Al centro dell’azione progettuale, figurano la costruzione di percorsi di autonomia e benessere capaci di superare in modo permanente la condizione detentiva, traducendosi in una reale integrazione nella comunità e contribuendo attivamente alla riduzione del fenomeno della recidiva.
La cooperativa, attraverso il finanziamento regionale al progetto, si è posta l’obiettivo di sperimentare, implementare e consolidare modalità innovative e integrate di accoglienza extra-carceraria residenziale nel Comune di Palermo, i cui beneficiari siano proprio i genitori sottoposti a misure penali e i loro figli minori.
Nella fase attuale, sono ospitati due nuclei familiari composti da due mamme in carico all’Ufficio Esecuzione Penale Esterna, con i loro rispettivi tre figli minori, inseriti in un programma strutturato di educazione alla genitorialità, e il supporto di un' equipe multidisciplinare che lavora in sinergia sulla gestione dei conflitti, la comunicazione efficace, l’alimentazione, la promozione dell’autonomia, l’igiene e la cura dei bambini con la partecipazione attiva degli utenti ospiti in struttura.
Rientrano nel programma educativo anche attività ludico-ricreative e didattiche per i minori all’interno e all’esterno della struttura, in collaborazione con scuole, asili nido, ludoteche e centri estivi del territorio, per garantire la loro integrazione sociale e lo sviluppo cognitivo ed emotivo.
Inoltre, per i genitori ospiti della struttura sono attivi percorsi personalizzati di orientamento, formazione professionale e accompagnamento all’inserimento lavorativo, con l’obiettivo ambizioso di agevolare il raggiungimento dell’indipendenza economica attraverso la promozione di concrete opportunità occupazionali nel mercato del lavoro legale.