LIBIA, 10 MARZO - E' cominciata quella che Muammar Gheddafi ha definito la propria "offensiva diplomatica". Tre jet privati appartenenti alla famiglia Gheddafi sono decollati da Tripoli e, sgomberate le voci iniziali che parlavano di una fuga del rais dalla Libia, hanno portato emissari del colonnello nelle capitali del Mediterraneo.
Il primo dei tre aerei e' atterrato al Cairo con il generale Abdel Rahman Ben Ali al-Sayyid al-Zawy, con un messaggio al capo del Consiglio supremo delle forze armate, Houssein Tantawi; e forse al-Sayyid incontrera' il segretario generale della Lega Araba Amr Moussa.[MORE]
GLI ANALISTI, RIDICOLA L'IPOTESI DEL COMPLOTTO COLONIALISTA
Uno si e' fermato a Malta, dove emissari del governo libico hanno incontrato alti funzionari del governo della Valletta; ma il velivolo ha poi ripreso il volo diretto verso il Portogallo per incontrare il ministro degli Esteri, Luis Amado, alla vigilia dei cruciali incontri a Bruxelles (il Cagre e la Nato).
Un altro aereo si e' diretto a Bruxelles, passando per la Francia.
ANCHE LA DIPLOMAZIA INTERNAZIONALE NON SI FERMA
Ma anche la diplomazia internazionale non si ferma. Intanto, mentre le autorita' libiche hanno offerto una taglia di 500mila dinari libici (400mila dollari) a chiunque catturi il leader dei ribelli, l'ex ministro della Giustizia, Mustafa Abdel Jalil, e lo consegni, l'Eliseo ha fatto sapere che domani il presidente, Nicolas Sarkozy, i rappresentanti del Consiglio nazionale di Bengasi. Intanto gli Stati Uniti e alcuni Paesi della Nato stanno valutando la possibilita' di imporre una no-fly zone in Libia anche senza l'autorizzazione dell'Onu ma con il supporto dei principali attori della regione: Lega araba, Nato e Ue.
LA NATO NON RICEVERA' EMISSARI GHEDDAFI
L'Italia ha fatto sapere che e' pronta a partecipare in modo "attivo" alle eventuali misure che tanto l'Onu, che l'Ue che la Nato adotteranno con il regime del leader libico.
BOMBE SU UN CAMPO PETROLIFERO
Sul campo di battaglia, le forze fedeli a Muammar Gheddafi hanno sferrato un'offensiva in piena regola, con truppe, appoggio aereo, ed artiglieria, per tentare di riconquistare l'enclave petrolifera di Ras Lanuf, 350 chilometri ad est di Bengasi, dove i ribelli avevano concentrato le forze: un bombardamento attorno al terminale petrolifero ha fatto esplodere, secondo i ribelli, i serbatoi di stoccaggio nel porto di Es Sidr, causando l'innalzarsi di enormi colonne di fumo verso il cielo. E i ribelli, dopo il pesante attacco, si sono ritirati dall'enclave petrolifero.
Le forze di Gheddafi avrebbero ormai ripreso il controllo anche di Zawiyah, la citta' che dista una cinquantina di chilometri a ovest di Tripoli. La televisione di Stato libica ha detto che le forze governative ora controllano la maggior parte della citta', ma non c'e' alcuna conferma indipendente alla notizia perche' ai giornalisti non e' permesso di entrare nell'area.
Fonti hanno riferito di una cinquantina di tank in movimento e truppe che hanno usato l'artiglieria pesante. A Bengasi, i ribelli hanno annunciato con gli altoparlanti di aver riconquistato il controllo di Bin Jawad (ma una fonte sul posto sostiene invece che i ribelli si sono avvicinati alla cittadina, ma non l'hanno ancora raggiunta).
AGI