In occasione dei venticinque anni dalla sua scomparsa, il “Centro d’arte Raffaello” omaggia uno dei più grandi Maestri siciliani: Gianbecchina, a cui è dedicata la mostra personale in programma dal 10 al 24 maggio nella prestigiosa Chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano in vicolo San Michele Arcangelo, all’interno del complesso monumentale di Casa Professa, a Palermo.
“Gianbecchina, poeta dell’identità siciliana” costituisce il secondo evento nell’ambito della rassegna celebrativa dei quarant’anni della galleria dal titolo “Storie e dialoghi”, ideata dal direttore artistico del “Centro d’arte Raffaello” Sabrina Di Gesaro e dal critico e storico dell’arte Tanino Bonifacio, che ha preso il via lo scorso 11 aprile con la bipersonale di Salvador Dalì e Nicholas Stedman – prorogata fino al prossimo 9 maggio, nella sede di via Emanuele Notarbartolo 9/E – e che si concluderà il 19 dicembre prossimo con l’ultimo appuntamento dedicato a Renato Guttuso e Marco Favata.
In considerazione del valore culturale e della rilevanza che ricopre nel panorama artistico cittadino, l’esposizione si svolge nel giorno di apertura del programma ufficiale del 2026 della Settimana delle Culture del Comune di Palermo, che ha dato il patrocinio all’intero ciclo di appuntamenti a cura del “Centro d’arte Raffaello”.
Il percorso espositivo, curato da Tanino Bonifacio, si articola attraverso una trentina di opere e si realizza in sinergia con l’Archivio Gianbecchina - che ha concesso tre lavori del Maestro - grazie alla collaborazione del figlio Alessandro Becchina.
Nello specifico, la mostra propone una selezione di opere che restituiscono il linguaggio inconfondibile dell'artista: al centro, la dignità del lavoro rurale, il valore primigenio della terra e la memoria di un mondo contadino ormai remoto, evocato attraverso ritratti giovanili, paesaggi e soggetti che rivelano anche registri espressivi meno noti.
“Gianbecchina, poeta dell’identità siciliana” mette in luce la poliedricità e la ricchezza espressiva dell'artista, sempre coerente e riconoscibile nella rappresentazione dell’identità più profonda della sua terra.
I lavori esposti, tra oli su tela e su masonite e acquerelli, sono stati realizzati dagli anni Trenta agli anni Novanta e offrono pertanto una lettura ampia e articolata della sua produzione.
Si tratta di un arco temporale vasto, in cui emerge un universo popolato da volti segnati dal tempo e dal lavoro, mani consumante dalla fatica, campagne assolate e scene di vita quotidiana accanto a ritratti giovanili e soggetti iconici, a testimonianza di una sorprendente ricerca formale, influenze e periodi artistici vissuti.
La storia di Gianbecchina, così profondamente legata all’isola e alle vicende della sua gente, inizia con la migrazione dei genitori che, nel 1912, partono per l’America e lasciano Sambuca di Sicilia, paese nativo della vallata del Belice: a soli tre anni, viene affidato a uno zio che ne curerà la prima istruzione, tentando di avviarlo alla professione di perito agronomo.
Da sempre appassionato d’arte, iniziò a mescolare colori e a eseguire ornati, dipingendo falsi stucchi e quadri con fiori e uccelli: il suo primo maestro fu Gaetano Greppi, decoratore parietale che lo assunse come garzone.
Prese dunque a lavorare in proprio, a sperimentare l'affresco su pareti di case e di chiese, ma si accorse che l'istinto e la buona volontà non bastavano per fare il pittore: con i primi risparmi partì per Palermo, si sistemò in una stanza della vecchia via Alloro e si iscrisse alla Scuola Libera del Nudo nell'Accademia di Belle Arti, che gli consentì di apprendere la tecnica fondamentale del disegno e della pittura.
Fu il professore Archimede Cantini, scultore di profonda sensibilità e cultura, a spronare Gianbecchina a intraprendere gli studi per la maturità artistica che conseguì nel 1933: del periodo restano rarissime opere tra le quali un “Concertino in terrazza” del 1930 con nudi trattati a pennellate dense ma sciolte, e nello sfondo un'aspra scogliera.
Negli anni, si susseguono numerose mostre ed esposizioni in tutta Italia e all'estero, che gli valsero importanti riconoscimenti pubblici.
Parallelamente all'intensa attività pittorica si concentrò verso un'importante produzione di grafica d'arte, incisioni, acqueforti, litografie e serigrafie.
È possibile visionare le sue opere presso varie gallerie e collezioni sia pubbliche che private.
Nel settembre 1997 viene fondata la "Istituzione Gianbecchina" diretta dal figlio Alessandro.
Muore il 14 luglio del 2001 all’età di 92 anni nella stessa città natale.
Tra i momenti più significativi della collaborazione tra il “Centro d’arte Raffaello” e Gianbecchina, figura la serie del “Ciclo del Pane”, composta da quindici incisioni realizzate con tecnica ad acquaforte e acquatinta, di cui proprio la galleria palermitana ha curato un’edizione esclusiva, consolidando il legame con l’opera del Maestro: uno degli atti culturalmente più significativi compiuti dalla famiglia Di Gesaro.
Un distillato dell’essenza più pura della sua visione: il pane come rito, fatica e speranza.
“Questa mostra – spiega la dottoressa Sabrina Di Gesaro – nasce da decenni di incontri, dialoghi e fiducia reciproca costruiti in occasione di mostre e progetti condivisi nel tempo tra il Maestro e mio padre Angelo, fondatore della galleria”.
“La mostra – prosegue – rappresenta il nostro contributo per tramandare un universo artistico e valoriale che, riteniamo, debba essere custodito e divulgato, scongiurando il rischio che possa perdersi nel silenzio”.
“Ricordo con piacere le visite allo studio del Maestro Gianbecchina — aggiunge il direttore artistico della galleria — in quei luoghi dove le opere nascevano e con mio padre sceglievamo insieme i soggetti, discutevamo le mostre, immaginavamo i percorsi espositivi che avremmo poi condiviso nei nostri spazi: era un confronto tra generazioni e sensibilità diverse, eppure sempre animato dal desiderio di trasmettere, attraverso la sua arte, i valori che più gli appartenevano”.
“Voglio ringraziare con sincerità il curatore Tanino Bonifacio per la dedizione e la sensibilità con cui ha costruito questo progetto – afferma – e Alessandro Becchina per la generosità con cui ha messo a disposizione l’intero archivio del padre, la cura e l’attenzione nell’esposizione; un ringraziamento va inoltre al Comune di Palermo e alla dottoressa Claudia Fucarino, che ci hanno accolto con entusiasmo e lungimiranza, destinando a questa celebrazione una sede di straordinario valore storico e spirituale come la Chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano”.
“La loro sensibilità istituzionale – conclude la gallerista – ha reso possibile ciò che altrimenti sarebbe rimasto soltanto un desiderio e sono lieta che questa mostra sia stata accolta nel programma della Settimana delle Culture: inserire l’omaggio a Gianbecchina all’interno di un festival che celebra la bellezza e la diversità del patrimonio palermitano è il contesto ideale per ricordare un artista che ha fatto della propria terra la ragione stessa del suo linguaggio”.
“La mostra – dichiara il curatore Tanino Bonifacio – racconta il viaggio pittorico del Maestro Gianbecchina nello spettacolo umano e naturale della Sicilia, durato quasi un secolo”.
“Nella luce poetica dell’isola – sottolinea il critico d’arte– trova germinazione la sua opera pittorica: l’uomo ritratto nella vita vera segnata da grandi passioni e palpiti del cuore, la natura nella quale si annida il divino tra le pietre, le acque, i cieli, le stelle e i biondi campi di grano”.
“É difficile non emozionarsi di fronte all’universo pittorico di Gianbecchina – osserva – fatto di colori incantati e vividi e da sussulti della materia, nei quali affiorano, quasi per incanto, i profumi, i sapori, le memorie celesti e terrene della Sicilia”.
La mostra sarà fruibile tutti i giorni eccetto il lunedì, con ingresso gratuito: martedì dalle 9:30 alle 13:30; mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 18: 00, con ultimo ingresso al pubblico alle ore 17:30.
Sabato e domenica, invece, orario continuato dalle 10: 00 alle 17: 00, con ultimo ingresso al pubblico fissato per le ore 16: 30.
Le opere sono visionabili anche sul sito raffaellogalleria.com
“Gianbecchina, poeta dell’identità siciliana”: nella Chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano, la mostra organizzata dal “Centro d’arte Raffaello” a cura di Tanino Bonifacio. Dal 10 al 24 maggio
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