Gimigliano, il dialogo tra il diacono mario arcuri e don Vincenzo Scaturchio sulla pietà popolare pasquale

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Un momento di approfondimento culturale e spirituale dedicato alla pietà popolare pasquale si è svolto nella Chiesa Madre di Gimigliano, dove è stato presentato il volume di don Vincenzo Scaturchio “Nella ‘ncrinata”, studio biblico, teologico e antropologico sulla tradizione dell’Affruntata e delle manifestazioni pasquali del Sud Italia.

L’incontro si è aperto con l’indirizzo di saluto del parroco della comunità di Gimigliano, don Fabrizio Fittante, che ha sottolineato l’importanza di custodire e comprendere le tradizioni religiose popolari non soltanto come patrimonio culturale, ma come espressione viva della fede del popolo. Presente anche una delegazione dell’Amministrazione comunale di Gimigliano, a testimonianza del forte legame tra la comunità civile e le tradizioni religiose che segnano la storia e l’identità del territorio.

A dialogare con l’autore è stato il diacono Mario Arcuri, che ha guidato una riflessione ampia sul rapporto tra Vangelo, liturgia e religiosità popolare, mettendo in luce il valore spirituale e culturale di riti che continuano ancora oggi a coinvolgere profondamente le comunità del Meridione.

Nel corso della presentazione è stato evidenziato come il volume non si limiti a descrivere una tradizione folkloristica, ma tenti di cogliere il significato teologico custodito nei riti popolari della Pasqua. Centrale, nel percorso proposto dall’autore, il tema del “genio del popolo” e del sensus fidei, attraverso cui il popolo credente avrebbe custodito nel tempo intuizioni profonde sul mistero della Risurrezione.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla tradizione della Cunfrunta di Gimigliano, che presenta caratteristiche peculiari rispetto ad altre forme dell’Affruntata diffuse nel Sud Italia. A Gimigliano, infatti, l’incontro rituale avviene tra la Madonna e San Giuseppe, elemento che restituisce alla celebrazione una forte dimensione familiare e comunitaria, legata agli affetti, alla speranza e alla vittoria della vita sul dolore.

Nel dialogo con l’autore, il diacono Mario Arcuri ha sottolineato come la pietà popolare autentica non possa essere ridotta né a semplice folklore né a devozionismo superficiale, ma rappresenti spesso una forma di memoria credente capace di custodire nel tempo il linguaggio della fede vissuta dal popolo.

È emersa inoltre la necessità di custodire l’anima autentica delle tradizioni religiose popolari, evitando sia la spettacolarizzazione sia atteggiamenti di sufficienza verso espressioni che appartengono profondamente alla storia spirituale delle comunità del Sud.

La serata ha registrato una partecipazione attenta e coinvolta, confermando quanto il tema della religiosità popolare continui a suscitare interesse non soltanto dal punto di vista devozionale, ma anche culturale, pastorale e antropologico.

Il volume di don Vincenzo Scaturchio si propone così come un contributo significativo per comprendere più profondamente il linguaggio simbolico e spirituale delle tradizioni pasquali del Sud Italia e il loro legame con il mistero centrale della fede cristiana: la Risurrezione di Cristo.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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