ROMA, 09 NOVEMBRE 2012 – I dati di uno studio di Bankitalia sembrano contraddire il ministro del Lavoro, Elsa Fornero che, qualche settimana fa, aveva definito i giovani italiani ‘choosy’, schizzinosi rispetto al lavoro. Infatti, secondo le stime degli esperti, il 25% dei laureati occupati nel triennio 2009 -2011 ha un'occupazione con “bassa o nessuna qualifica (solo il 18% in Germania) mentre il 32,3% svolge mansioni diverse dall'ambito tematico di laurea”.
Così, i giovani italiani dimostrano che i diversi casi, si adattano a un'occupazione diversa rispetto a quella per la quale hanno studiato. Inoltre, lo studio ha evidenziato che nel nostro Paese , tra il 2009 e il 2011, il tasso di occupazione dei giovani tra i 25 e i 34 anni con una laurea almeno triennale, si è assestato al 75,1% (con valori oscillanti tra l'84,7 del Nord Ovest e il 58,6% nel Mezzogiorno). Ne suddetto intervallo di tempo, secondo Bankitalia, il 25,3% dei giovani occupati, in possesso di una laurea, era occupato a svolgere un lavoro a bassa o nessuna qualifica.[MORE]
Oltre a ciò, dai dati di Bankitalia, si evince che il tasso di “overeducation” (troppo qualificati) risultava essere più alto al Centro e nel Nord Est (rispettivamente il 29,7 e il 26,3% degli occupati laureati) e ipiù basso nel Nord Ovest (23,3%) e nel Mezzogiorno (22,9%). In particolare, a prescindere dall’area geografica, il fenomeno dell'overeducation è più frequente tra gli occupati laureati nelle discipline umanistiche (che risultano essere occupati con basse qualifiche nel 39% dei casi e nel 68,6%% con attività diverse rispetto agli studi effettuati). Non va meglio ai laureati in scienze sociali: il 34% è impegnato con bassa o nessuna qualifica, mentre solo il 19,2% lavora in un settore diverso dal proprio percorso di studi. Migliore è la situazione dei laureati in ingegneria e architettura che, secondo le stime, sono occupati nell'83,5% dei casi e solo nel 12,7% impiegati con basse qualifiche.
(Fonte: leggo.it. Fotogramma: choosysaraitu.tumblr.com )
Rosy Merola