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Gli idonei dei Centri per l'impiego hanno ragione. È la proposta di legge a essere sbagliata

Redazione
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Gli idonei dei Centri per l'impiego hanno ragione. È la proposta di legge a essere sbagliata
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Il Comitato degli idonei dei Centri per l'impiego della Calabria ha ragione. Lo dico senza giri di parole, dopo aver letto il testo depositato della proposta di legge regionale n. 65, i decreti della Regione e le sentenze della Corte costituzionale. E’ corretto pretendere un obbligo vero di scorrimento, una proroga di ventiquattro mesi dalla scadenza di ciascuna graduatoria, l'eliminazione della clausola sulle graduatorie già prorogate e il rispetto rigoroso dell'ordine di merito.

Su ognuno di questi punti il diritto sta dalla parte del Comitato. Su un paio di aspetti è persino troppo prudente. Ieri la Prima Commissione ha rinviato di nuovo il voto: vale la pena spiegare perché il testo in discussione non regge.

Partiamo dall'equivoco più diffuso, cioè che la Regione non potrebbe allungare la vita delle graduatorie. È falso. La Corte costituzionale ripete da anni che i termini di utilizzo delle graduatorie regionali rientrano nella competenza residuale delle Regioni sull'organizzazione amministrativa.

Con la sentenza n. 267 del 2022 ha salvato proroghe disposte su graduatorie già prorogate in precedenza. Con la sentenza n. 93 del 28 maggio 2026 ha respinto il ricorso del Governo contro una legge sarda che aveva prorogato una graduatoria scaduta da mesi, perché lo scorrimento non deroga al pubblico concorso e consente di coprire le carenze di personale senza i costi di una nuova selezione. Il potere c'è. Forse manca la volontà di usarlo bene o forse la volontà è altra.

Il primo errore della proposta è aver svuotato la sua stessa ragione d'essere. Il testo depositato il 10 aprile diceva che la Regione e i suoi enti «hanno l'obbligo» di scorrere le graduatorie vigenti prima di bandire un nuovo concorso.

In Commissione l'obbligo è diventato il dovere di «verificare la possibilità» dello scorrimento. È una norma che autorizza l'amministrazione a fare ciò che già oggi può fare. Peggio, le offre un alibi perfetto: la verifica è stata fatta e il concorso si bandisce lo stesso. Una legge che non obbliga nessuno a nulla non è una Legge.

Il secondo errore è il tempo. L'emendamento all'art. 4 stabilisce che i principi della legge si applicano per dodici mesi dalla sua entrata in vigore, salvo proroghe. Una legge sul merito con la data di scadenza incorporata.

Sulla stessa linea l'ipotesi di prorogare le graduatorie per dodici mesi dall'entrata in vigore della legge: tutte scadrebbero nello stesso giorno, a prescindere dalla loro scadenza naturale. Chi scade il mese prossimo guadagnerebbe quasi un anno, chi scade fra dieci mesi ne guadagnerebbe due. È una disparità di trattamento costruita a tavolino. La proroga di ventiquattro mesi dalla scadenza di ciascuna graduatoria è quella che la Regione ha già adottato con la legge n. 3 del 2025 e l'unica che consente di programmare le assunzioni (ed io ne so qualcosa poichè sono stato autore di quasi tutte le leggi proroga, quando ero consigliere regionale).

Il terzo errore è il più grave e riguarda proprio i Centri per l'impiego. Gli uffici regionali spingono per escludere le graduatorie che hanno già avuto una proroga. La graduatoria del concorso per 177 istruttori amministrativo-contabili dei Centri per l'impiego è del 2023 ed è stata prorogata dalla legge regionale n. 3 del 2025.

Non è un elenco dimenticato in un cassetto: con il decreto n. 11199 del 24 giugno 2026 la Regione vi ha attinto altre 66 unità, arrivando alla posizione 786. La clausola la cancellerebbe mentre funziona. È la stessa formula che con l'art. 18 della legge regionale n. 11 del 2026 ha già ristretto la proroga delle graduatorie della sanità e che ho contestato allora. La Consulta guarda all'età della graduatoria e all'attualità delle competenze dei candidati, non al dato formale di una proroga precedente. Non si esclude a priori la graduatoria più utilizzata della Regione.

Il quarto errore è l'interpello mirato che qualcuno vorrebbe concedere agli enti locali per attingere alle graduatorie regionali. Un ente può scegliere a quale graduatoria rivolgersi e stipulare un accordo con l'amministrazione che l'ha formata, come prevede da oltre vent'anni l'art. 3, comma 61, della legge n. 350 del 2003. Non può scegliere dentro la graduatoria la persona che preferisce con un colloquio o una manifestazione di interesse. L'ordine di merito è ciò che rende lo scorrimento compatibile con l'imparzialità imposta dall'art. 97 della Costituzione. Chi lo scavalca trasforma un concorso pubblico in una selezione a discrezione di chi assume.

Il Comitato ha ragione anche quando chiede di estendere l'utilizzo delle graduatorie ad Arpacal, Azienda Zero, Calabria Verde, Arcea e agli altri enti strumentali. La legge può imporre agli enti vigilati dalla Regione di attingere prima alle graduatorie regionali vigenti per profili equivalenti, sempre nell'ordine di merito.

Il costo zero va inteso correttamente: si risparmia il concorso, con i mesi e le risorse che richiede, mentre i posti restano da prevedere nel piano dei fabbisogni. È esattamente il risparmio che la Corte costituzionale considera espressione del buon andamento.

La legge va approvata prima delle scadenze della primavera 2027, quella della graduatoria dei Centri per l'impiego e quelle del concorso per 54 funzionari, comprese fra l'11 aprile e il 24 luglio. Non perché dopo sia impossibile ma perché così si tolgono argomenti a qualunque impugnativa.

Da aprile a oggi la Commissione ha accumulato rinvii, emendamenti ritirati e note degli uffici. Intanto le graduatorie si avvicinano alla scadenza. Il Consiglio regionale scelga: o scrive un obbligo vero, proroga di ventiquattro mesi tutte le graduatorie vigenti senza esclusioni di comodo e lega ogni utilizzo all'ordine di merito, oppure lo dica apertamente che preferisce lasciarle scadere. Chi ha superato un concorso pubblico ha diritto almeno a questa chiarezza.

Un’ultima battuta, credo che qualcuno nè legga e nè comprenda le proposte di Legge regionale in discussione. E se legge e comprende, allora è complice di un sistema che sulle graduatorie fa quello che conviene fare...per qualcuno.

Antonello Talerico

Componente Coordinamento Regionale Forza Italia


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