Il conflitto si intensifica tra Iran e Stati Uniti: Teheran blocca Hormuz, Washington risponde con nuovi raid. Cresce la tensione in tutto il Golfo Persico mentre aumentano i timori per la sicurezza energetica mondiale.
La guerra tra Iran e Stati Uniti entra in una nuova e pericolosa fase. Nelle ultime ore Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta, dopo aver colpito due navi commerciali in transito. La risposta di Washington non si è fatta attendere: gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova serie di bombardamenti contro obiettivi militari iraniani.
Parallelamente, l'Iran ha esteso le proprie operazioni militari lanciando missili verso Qatar, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti, facendo salire ulteriormente il livello di allerta in Medio Oriente.
Lo Stretto di Hormuz torna al centro della crisi internazionale
La decisione di chiudere lo Stretto di Hormuz rappresenta uno degli sviluppi più delicati dell'intero conflitto. Attraverso questo stretto passaggio tra il Golfo Persico e il Mare di Oman transita una quota significativa del petrolio e del gas naturale destinati ai mercati internazionali.
Secondo quanto comunicato dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane, il traffico marittimo è stato sospeso fino a nuovo ordine. Prima della chiusura sarebbe stato esploso un colpo di avvertimento contro un'imbarcazione e, successivamente, sarebbero state colpite due navi commerciali considerate in violazione delle disposizioni imposte da Teheran.
L'eventuale prolungamento del blocco potrebbe avere conseguenze rilevanti sui prezzi dell'energia, sui trasporti marittimi e sull'economia globale.
Gli Stati Uniti rispondono con una nuova offensiva militare
Washington ha reagito rapidamente annunciando la terza ondata di raid contro l'Iran nel corso della settimana.
Il Comando Centrale statunitense (CENTCOM) ha riferito di aver colpito circa 140 obiettivi militari con munizioni di precisione, tra cui:
- depositi di missili e droni;
- siti di lancio missilistici;
- strutture navali;
- centri di comando e comunicazione;
- postazioni radar e di sorveglianza costiera.
Secondo le autorità americane, gli attacchi rappresentano una risposta all'assalto contro una nave mercantile battente bandiera cipriota nello Stretto di Hormuz, gravemente danneggiata da un incendio dopo l'attacco iraniano.
Missili iraniani contro Qatar, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti
L'escalation si è estesa rapidamente a diversi Paesi del Golfo.
Le autorità locali hanno confermato:
- attacchi missilistici contro gli Emirati Arabi Uniti;
- sirene d'allarme attivate in Bahrein;
- forti esplosioni udite nella capitale del Qatar, Doha;
- interventi della difesa aerea del Kuwait per intercettare possibili minacce.
Secondo i Pasdaran, sarebbe stata inoltre colpita una base militare statunitense situata in Qatar.
L'allargamento del conflitto alimenta il timore che altri Paesi della regione possano essere coinvolti direttamente nelle operazioni militari.
Iran e Stati Uniti si scambiano accuse sul futuro di Hormuz
Nonostante gli scontri, proseguono i contatti diplomatici.
Il Ministero degli Esteri iraniano ha annunciato che Iran e Oman continueranno i negoziati per trovare un'intesa sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Parallelamente, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, anche capo negoziatore nei colloqui con Washington, ha lanciato un duro messaggio agli Stati Uniti:
"L'era degli accordi unilaterali è finita. Mantenete la parola data o ne pagherete le conseguenze."
Al centro del confronto resta proprio la gestione del traffico navale nel Golfo Persico.
Nuovi raid americani nella provincia iraniana di Bushehr
Nel corso della notte sarebbero stati effettuati nuovi bombardamenti nella provincia meridionale di Bushehr, una delle aree più strategiche dell'Iran.
Secondo fonti iraniane, sarebbero state interessate le città di:
- Asaluyeh;
- Dir;
- Bushehr;
- Dashti;
- Tangestan.
La provincia ospita importanti infrastrutture energetiche e la centrale nucleare di Bushehr. Al momento non è stato diffuso un bilancio ufficiale su eventuali vittime o danni.
Caso Meloni, solidarietà del Governo italiano
Sul piano politico continua a far discutere anche la pubblicazione da parte del quotidiano iraniano Hamshari di un'immagine che raffigura la presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme al presidente americano Donald Trump e al premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Nell'immagine, i tre leader vengono rappresentati con un bersaglio sulla fronte e Meloni indossa una tuta arancione, in riferimento alle accuse mosse da ambienti vicini al regime iraniano dopo la morte della Guida Suprema Ali Khamenei.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso piena solidarietà alla premier, dichiarando che "non si farà intimidire" e sottolineando come in Iran sia in corso una complessa lotta interna per il potere che contribuisce ad alimentare il clima di tensione.
Germania e Francia rilanciano il piano per la pace in Libano
Mentre il conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti continua ad aggravarsi, sul fronte diplomatico emergono nuovi tentativi di stabilizzazione.
Germania e Francia hanno annunciato l'intenzione di rafforzare una strategia comune per favorire un accordo tra Libano e Israele, con l'obiettivo di sostenere:
- un cessate il fuoco permanente;
- il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano;
- il progressivo disarmo di Hezbollah;
- il rafforzamento delle istituzioni statali libanesi.
L'iniziativa potrebbe essere formalizzata nel corso del prossimo Consiglio dei ministri franco-tedesco.
Perché la chiusura dello Stretto di Hormuz preoccupa il mondo
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali punti di passaggio del commercio energetico mondiale. Una sua chiusura prolungata potrebbe provocare:
- forti aumenti del prezzo del petrolio;
- rincari del gas naturale;
- crescita dell'inflazione internazionale;
- ritardi nelle rotte commerciali;
- maggiore instabilità nei mercati finanziari.
Per questo motivo, gli sviluppi delle prossime ore saranno osservati con estrema attenzione da governi, compagnie energetiche e operatori economici di tutto il mondo.
Una crisi che rischia di allargarsi
La nuova fase della guerra tra Iran e Stati Uniti conferma come il Medio Oriente stia vivendo uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. La chiusura dello Stretto di Hormuz, i raid americani, gli attacchi missilistici contro i Paesi del Golfo e le tensioni diplomatiche fanno temere un'ulteriore estensione del conflitto, con possibili ripercussioni non solo regionali ma anche economiche e geopolitiche su scala globale.