Guerra Russia Ucraina, maxi attacco di droni su Mosca: Zelensky avverte, cresce la tensione tra Kiev e Cremlino
La capitale russa colpita da uno dei più grandi raid dall'inizio del conflitto mentre continuano gli scontri e il confronto diplomatico internazionale
La guerra tra Russia e Ucraina continua a intensificarsi con una nuova escalation che ha portato il conflitto direttamente nel cuore della Federazione Russa. Nella notte tra mercoledì e giovedì, Mosca è stata bersaglio di un massiccio attacco con droni attribuito alle forze ucraine, considerato tra i più imponenti degli ultimi anni.
L'operazione ha provocato incendi, danni a infrastrutture strategiche e la temporanea chiusura degli aeroporti della capitale, aumentando ulteriormente la tensione tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin in un momento già particolarmente delicato sul piano militare e diplomatico.
Mosca sotto attacco: colpita anche una raffineria strategica
Secondo le autorità russe, sarebbero stati lanciati complessivamente oltre 500 droni contro diversi obiettivi sul territorio nazionale. Tra le strutture colpite figura nuovamente la principale raffineria di petrolio di Mosca, situata nella zona di Kapotnya, alla periferia sud-orientale della città.
L'impianto, considerato strategico per l'approvvigionamento energetico della capitale, è stato interessato da un vasto incendio che ha generato colonne di fumo visibili a chilometri di distanza. Le squadre di emergenza sono intervenute per contenere le fiamme, mentre le autorità locali hanno riferito anche danni a edifici residenziali e strutture commerciali.
Il bilancio preliminare parla di diversi feriti, compresi alcuni minori, mentre altri episodi collegati agli attacchi sono stati segnalati nelle regioni russe di Rostov e Bryansk.
Zelensky: "Se l'Ucraina brucia, anche Mosca sentirà il peso della guerra"
Dopo l'operazione, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato l'efficacia delle azioni militari condotte contro infrastrutture russe, sostenendo che tali operazioni mirano a dimostrare alla popolazione russa le conseguenze dirette del conflitto.
Negli ultimi mesi, infatti, l'esercito ucraino ha aumentato significativamente la capacità di colpire obiettivi lontani dalla linea del fronte grazie all'impiego di droni a lungo raggio. Raffinerie, depositi di carburante e infrastrutture energetiche sono diventati bersagli frequenti delle operazioni di Kiev.
Secondo Zelensky, la strategia punta a ridurre le capacità logistiche e militari della Russia, oltre a esercitare pressione politica sul Cremlino.
La risposta di Mosca: Lavrov promette nuovi attacchi
Dal fronte russo, la reazione non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha dichiarato che la Russia continuerà a condurre operazioni militari su larga scala contro obiettivi ritenuti fondamentali per lo sforzo bellico ucraino.
Anche il consigliere presidenziale Yuri Ushakov ha sottolineato come questi attacchi rendano sempre più difficile l'ipotesi di un incontro diretto tra Putin e Zelensky, una proposta che il presidente ucraino continua a sostenere come possibile strada verso una soluzione negoziata del conflitto.
La crescente intensità degli scontri sembra quindi allontanare, almeno nel breve periodo, qualsiasi prospettiva concreta di dialogo.
Nato e G7 rafforzano il sostegno all'Ucraina
Sul piano internazionale, il presidente ucraino ha ottenuto nuove rassicurazioni durante gli incontri con i partner occidentali. I leader del G7 hanno confermato il loro sostegno politico, economico e militare a Kiev, ribadendo l'impegno a supportare il Paese nella difesa della propria sovranità.
Anche il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha evidenziato come le forze ucraine stiano continuando a esercitare pressione sull'esercito russo, pur sottolineando la necessità di mantenere e rafforzare gli aiuti militari occidentali.
Secondo Rutte, il futuro della sicurezza europea dipenderà anche dalla capacità dell'Ucraina di rimanere uno Stato indipendente e stabile nel lungo periodo.
Nuovi bombardamenti anche sull'Ucraina
Mentre Mosca affrontava gli effetti del raid, anche diverse regioni ucraine sono state colpite da una nuova ondata di attacchi russi. Secondo l'aeronautica di Kiev, durante la stessa notte sono stati lanciati missili e centinaia di droni contro obiettivi sul territorio ucraino.
Le regioni di Dnipropetrovsk e Sumy risultano tra le più colpite, con vittime civili e numerosi feriti. La situazione conferma come il conflitto continui a provocare conseguenze drammatiche su entrambe le popolazioni coinvolte.
Bulgaria pronta al veto sulle sanzioni contro Mosca
Nel frattempo emergono nuove tensioni anche all'interno dell'Unione Europea. Il presidente della Bulgaria, Rumen Radev, ha dichiarato che Sofia potrebbe bloccare il nuovo pacchetto di sanzioni UE contro la Russia qualora nella lista dovesse essere mantenuto il nome del patriarca della Chiesa ortodossa russa, Patriarca Kirill.
Pur ribadendo il sostegno all'integrazione europea dell'Ucraina, la Bulgaria chiede una revisione di alcuni punti delle nuove misure restrittive proposte da Bruxelles.
Guerra Russia Ucraina, il conflitto entra in una fase sempre più delicata
L'attacco con droni contro Mosca, la risposta annunciata dal Cremlino e il continuo sostegno occidentale a Kiev confermano come la guerra Russia Ucraina stia attraversando una fase particolarmente critica.
L'aumento delle operazioni contro infrastrutture strategiche, l'intensificazione degli attacchi reciproci e le difficoltà nel riaprire un canale diplomatico rendono il quadro internazionale sempre più complesso, con conseguenze che continuano a influenzare la sicurezza europea e gli equilibri geopolitici globali.