La guerra in Ucraina torna ad alzare la pressione sul fronte internazionale. Il Cremlino ha rivolto un duro messaggio alla Polonia, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avverte del rischio di un nuovo attacco russo massiccio alla vigilia del vertice Nato di Ankara.
Mosca avverte Varsavia sui droni destinati a Kiev
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha dichiarato che la Polonia dovrebbe “riflettere sulla propria sicurezza”, sostenendo che sul territorio polacco sarebbero presenti impianti per la produzione di droni destinati all’Ucraina. Secondo Mosca, il ministero della Difesa russo avrebbe già reso noti gli indirizzi di alcune strutture coinvolte.
Le parole del Cremlino arrivano in un momento particolarmente delicato, segnato dall’intensificarsi dei raid e dal confronto diplomatico tra Russia, Stati Uniti, Ucraina e Paesi Nato. Varsavia, già tra i principali sostenitori europei di Kiev, resta uno dei Paesi più esposti sul fianco orientale dell’Alleanza Atlantica.
Zelensky teme un nuovo attacco russo su larga scala
Intanto Zelensky ha lanciato un nuovo allarme: secondo le informazioni dell’intelligence ucraina, la Russia starebbe preparando un nuovo attacco su larga scala. Il presidente ucraino ha collegato il possibile aumento dei raid al calendario internazionale, in particolare al vertice Nato di Ankara.
Kiev continua a chiedere ai partner occidentali un rafforzamento urgente della difesa aerea, con particolare attenzione ai missili per i sistemi Patriot. Secondo Zelensky, ogni ritardo nelle forniture rischia di tradursi in nuove vittime civili e in un vantaggio operativo per Mosca.
Raid su Kharkiv, Izyum e nuove operazioni in Crimea
Sul terreno la situazione resta tesa. Nella regione di Kharkiv, le forze russe avrebbero lanciato nuovi attacchi con droni, mentre un raid missilistico su Izyum avrebbe provocato vittime e feriti secondo le autorità locali ucraine.
Kiev, dal canto suo, rivendica operazioni contro obiettivi militari e infrastrutture nelle aree occupate, tra cui aeroporti, depositi di munizioni, ponti e centrali elettriche in Crimea e nel Donetsk. Gli attacchi avrebbero causato blackout e danni alla rete energetica in diversi territori controllati dalla Russia.
Vertice Nato ad Ankara e diplomazia in movimento
La crisi ucraina sarà uno dei temi centrali del vertice Nato in programma ad Ankara. A margine dell’incontro sono attesi colloqui bilaterali tra il presidente statunitense Donald Trump e Volodymyr Zelensky, mentre resta alta l’attenzione dopo la recente telefonata tra Trump e Vladimir Putin.
Mosca continua a dichiararsi disponibile a una soluzione diplomatica, ma ribadisce che ogni eventuale trattativa dovrà tenere conto delle proprie condizioni. Per Kiev e per gli alleati europei, invece, il nodo principale resta la sicurezza dell’Ucraina e il rafforzamento della protezione contro missili e droni russi.
Una guerra sempre più estesa oltre il fronte
Il conflitto tra Russia e Ucraina appare ormai sempre più caratterizzato da attacchi a lunga distanza, droni, missili e colpi contro infrastrutture strategiche. La linea del fronte resta importante, ma la guerra si gioca anche lontano dalle trincee: nelle città ucraine colpite dai raid, nelle basi militari, nelle centrali energetiche e nello spazio politico europeo.
La minaccia rivolta alla Polonia conferma inoltre quanto il conflitto continui a coinvolgere indirettamente l’intero sistema di sicurezza europeo, rendendo il vertice Nato un passaggio cruciale per definire le prossime mosse dell’Alleanza e il futuro sostegno a Kiev.