Guerra. USA colpiscono l’Iran, terminata una serie di duri attacchi: raid su decine di obiettivi militari, colpite anche Qeshm e Abadan

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Escalation in Medio Oriente dopo gli attacchi contro le forze americane: Washington annuncia un’operazione su larga scala, Teheran conferma bombardamenti nel sud del Paese

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha annunciato di aver completato una serie di duri attacchi contro l’Iran, in quella che viene definita una risposta militare ai presunti attacchi condotti da Teheran contro le forze americane dislocate in Medio Oriente. L’operazione rappresenta uno degli interventi più significativi degli ultimi mesi e alimenta ulteriormente la tensione nella regione del Golfo.

Secondo quanto comunicato dal CENTCOM, i raid hanno interessato decine di obiettivi strategici appartenenti al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), con l’obiettivo di ridurre le capacità operative iraniane e limitare le minacce nei confronti delle truppe statunitensi, della navigazione commerciale e dei Paesi alleati dell’area.

Raid statunitensi contro infrastrutture militari iraniane

Nel comunicato diffuso attraverso il proprio profilo ufficiale su X, il CENTCOM ha spiegato che sono stati colpiti:

  • centri di comando militari;
  • installazioni missilistiche;
  • basi dedicate ai droni;
  • sistemi di sorveglianza e difesa costiera;
  • infrastrutture marittime considerate strategiche.

L'esercito americano ha precisato che l'operazione è stata pianificata per indebolire le capacità offensive dell’Iran e dei gruppi alleati attivi nell’area, ritenuti responsabili di rappresentare una minaccia per il personale militare statunitense e per la sicurezza delle principali rotte commerciali del Golfo.

Teheran conferma bombardamenti su Qeshm e Abadan

Dal lato iraniano, i media statali hanno confermato che le operazioni militari hanno interessato l'isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, e la città meridionale di Abadan, importante centro industriale e petrolifero.

L’agenzia ufficiale IRNA riferisce che, sull’isola di Qeshm, un’abitazione è stata colpita durante gli attacchi. Le squadre di soccorso sono intervenute immediatamente e risultano impegnate nella ricerca di due persone rimaste intrappolate sotto le macerie, secondo quanto dichiarato da un funzionario della provincia di Hormozgan.

Al momento non sono stati diffusi bilanci ufficiali sulle eventuali vittime o sull'entità complessiva dei danni provocati dai bombardamenti.

Gli attacchi sono iniziati nella notte

Secondo quanto riferito dagli Stati Uniti, l’operazione militare è iniziata intorno alle ore 2:00 italiane. Il CENTCOM aveva già definito i raid come una "potente risposta" ai tentativi di attacco attribuiti all’Iran contro basi militari americane presenti nella regione.

L’intervento si inserisce in un quadro di crescente instabilità in Medio Oriente, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicati episodi di confronto diretto e indiretto tra Washington e Teheran, con ripercussioni sulla sicurezza regionale e sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, una delle principali vie di transito del petrolio mondiale.

Tensione ancora alta in Medio Oriente

La conclusione della prima ondata di attacchi statunitensi contro l’Iran non significa necessariamente la fine della crisi. Le autorità americane continuano a monitorare la situazione, mentre da Teheran non sono ancora arrivate indicazioni ufficiali su eventuali contromisure.

L’evoluzione del confronto tra Stati Uniti e Iran sarà osservata con particolare attenzione dalla comunità internazionale, considerato il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto e le possibili conseguenze sulla stabilità geopolitica dell’intera regione.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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