Hantavirus sulla nave da crociera, cresce l’allerta internazionale: cosa sta succedendo davvero

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L’Oms monitora il focolaio di hantavirus sulla MV Hondius

Cresce l’attenzione internazionale attorno al focolaio di hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius, impegnata in un viaggio nell’Atlantico. Le autorità sanitarie di diversi Paesi stanno lavorando per ricostruire i contatti dei passeggeri sbarcati dopo che il virus avrebbe causato tre decessi e diversi casi sospetti tra viaggiatori ed equipaggio.

Nonostante la forte preoccupazione mediatica, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha invitato alla prudenza, chiarendo che la situazione “non è paragonabile al Covid” e che al momento non si prevede una pandemia globale. Tuttavia, il caso viene considerato serio e richiede un attento monitoraggio internazionale.

Tre morti e casi sospetti in diversi Paesi

Secondo gli ultimi aggiornamenti, le vittime confermate sarebbero una coppia olandese e una donna tedesca. I casi positivi riconosciuti dall’Oms sono almeno cinque, mentre altri passeggeri risultano sotto osservazione sanitaria.

Le autorità stanno seguendo i movimenti dei viaggiatori sbarcati dalla nave in differenti continenti. Almeno 29 passeggeri di 12 nazionalità hanno lasciato la Hondius durante le soste effettuate a fine aprile, alimentando il timore di una diffusione internazionale del virus.

Tra gli episodi che destano maggiore attenzione c’è quello di un’assistente di volo della compagnia KLM, ricoverata ad Amsterdam dopo aver sviluppato sintomi lievi. La donna avrebbe avuto contatti con una passeggera olandese successivamente deceduta.

Anche un cittadino danese, pur senza sintomi, si è posto in autoisolamento dopo il rientro a casa. Misure analoghe sono state richieste anche ad alcune persone nel Regno Unito.

Cos’è l’hantavirus e perché preoccupa

L’hantavirus è una famiglia di virus trasmessi principalmente attraverso roditori infetti. Il contagio può avvenire tramite inalazione di particelle contaminate provenienti da urine, saliva o feci degli animali.

In alcune aree del Sud America, in particolare con il cosiddetto “ceppo andino”, sono stati documentati anche rari casi di trasmissione interumana, motivo per cui gli esperti stanno seguendo con estrema attenzione l’evoluzione del focolaio sulla nave.

I sintomi iniziali possono includere:

  • febbre alta
  • dolori muscolari
  • stanchezza intensa
  • difficoltà respiratorie
  • nausea e malessere generale

Gli specialisti ricordano inoltre che il periodo di incubazione può arrivare fino a sei settimane, rendendo più complesso il tracciamento dei contatti.

L’Unione Europea attiva il meccanismo di protezione civile

Da Bruxelles è arrivata la conferma dell’attivazione del meccanismo europeo di protezione civile, richiesto dalla Spagna. L’obiettivo è coordinare eventuali protocolli sanitari comuni, comprese possibili misure di quarantena e linee guida condivise tra gli Stati membri.

Nel frattempo, la nave Hondius prosegue il viaggio verso le Canarie, dove l’arrivo dell’imbarcazione sta generando forte tensione tra lavoratori portuali e autorità locali.

Il possibile focolaio tra Patagonia e Atlantico

Secondo alcune ricostruzioni, il possibile “caso indice” del contagio potrebbe essere collegato a un’area della Terra del Fuoco argentina, nei pressi di Ushuaia. In quella zona sarebbe presente una discarica a cielo aperto frequentata da roditori selvatici, ritenuti potenziali portatori del virus.

Le autorità cilene, però, hanno escluso che la coppia olandese possa aver contratto l’infezione durante il soggiorno in Cile, lasciando ancora aperte diverse ipotesi sull’origine esatta del focolaio.

Perché il caso richiama i ricordi del Covid

L’episodio ha inevitabilmente riacceso i ricordi della pandemia da Covid-19, soprattutto perché coinvolge una nave da crociera e movimenti internazionali di passeggeri. Tuttavia, gli esperti sottolineano che la situazione epidemiologica è molto diversa.

L’Oms ribadisce infatti che il rischio per la popolazione generale rimane attualmente basso, pur invitando le autorità sanitarie a mantenere alta la sorveglianza per evitare ulteriori trasmissioni.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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