La sentenza del tribunale speciale dell'Aia ha chiuso un capitolo doloroso della storia balcanica: Hashim Thaçi, ex presidente del Kosovo, è stato condannato a 25 anni di carcere per crimini di guerra commessi durante il conflitto in Kosovo del 1998-1999. I giudici hanno accertato che membri dell'UCK (Esercito per la Liberazione del Kosovo) si sono resi responsabili di uccisioni, detenzioni illegali e torture ai danni di almeno 96 persone, mentre oltre 385 sono state private della libertà e sottoposte a violenze.
Le accuse e il verdetto
Secondo la corte, le vittime includevano oppositori politici e presunti collaborazionisti di diverse etnie, un elemento che evidenzia la brutalità della repressione interna al movimento indipendentista. La condanna di Thaçi, che si dichiara innocente, rappresenta una delle più severe mai emesse dal tribunale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia.
Il contesto storico
Il conflitto in Kosovo vide contrapposti le forze serbe e l'UCK, con quest'ultima accusata di aver commesso abusi contro civili e avversari politici. La sentenza dell'Aia arriva dopo anni di indagini e processi, e getta luce su una pagina complessa della guerra nei Balcani. Thaçi, figura di spicco della politica kosovara, è stato presidente dal 2016 al 2020, quando si è dimesso per affrontare il processo.