ROMA, 8 MAGGIO 2012 - Giornata politica calda quella di oggi, scandita da commenti, analisi, battibecchi incentrati sulle ultime amministrative. I partiti fanno i conti. C'è chi si lecca le ferite, chi ammette la sconfitta, chi minimizza, chi cavalca il successo – reale o inventato ad hoc che sia. È il classico balletto post-elettorale.
Uno dei più malridotti è certamente il PdL. Ma le reazioni – per lo meno a livello pubblico – dei suoi rappresentanti sono quanto mai variegate, a comiciare dai vertici. Berlusconi, fresco di vacanze russe, si gioca la carta dell'ostentazione di ottimismo, parlando di un «risultato ben al di sopra delle aspettative». [MORE]Gli fa eco il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto: «il Pdl è andato meglio di quanto non sia rappresentato dai giornali, fra l'altro nel Lazio il PdL è andato davvero bene, ha fortemente tenuto in Campania, in Calabria, in Puglia e nella stessa Sicilia, Palermo a parte». Meno male che poi aggiunge un'analisi un po' più ancorata alla realtà, sottolineando la divisione con cui il centrodestra si è presentato a questo appuntamento. Qualche problemino, insomma, sembra ci sia stato. Del resto, il segretario nazionale Alfano è ben più netto e parla di sconfitta senza girarci intorno. Anche la Polverini, governatore di quella regione che per Cicchitto è andata «davvero bene», non esita a definire i risultati un «terremoto che dovrà far riflettere primi fra tutti i partiti storici del nostro Paese».
Anche la Lega non può certo fare i salti di gioia, anche se nelle dichiarazioni dei suoi esponenti sembra esserci una sorta di amara soddisfazione per non essersi presi una batosta ancora più grave, dato il ciclone che ha travolto il Carroccio qualche settimana fa. La «triumvira» Manuela del Lago ha affermato che «tutto sommato è andata meglio delle aspettative»; anche il suo collega Roberto Maroni, pur non negando la pesante perdita di terreno complessiva, sottolinea il successo «clamoroso» di Tosi a Verona – dimenticando però che la lista leghista ha preso, anche lì, appena il 10% dei voti – e invita a ripartire da lì: parole che preannunciano una rimessa in discussione di Bossi come candidato alla segreteria del partito.
Gli esponenti del Pd hanno cercato di marcare le distanze tra la performance del centrosinistra e quella del centrodestra, cavalcando un risultato per la verità tutt'altro che travolgente. Bersani ha parlato addirittura di «nettissimo rafforzamento» della sua formazione, mentre per Massimo D'Alema «queste amministrative non segnano la caduta dei partiti, ma la caduta dei partiti che hanno governato con Berlusconi».
Venendo al vero vincitore di queste elezioni, Beppe Grillo, questi è stato protagonista di un'aspro botta e risposta con il Capo dello Stato, che in giornata ha dichiarato di non vedere alcun boom del Movimento 5 Stelle. Apriti cielo. Sul suo blog, il comico marchigiano ha duramente attaccato Napolitano, accusandolo di voler minimizzare l'importante risultato dei grillini: «Sono rimasto a bocca aperta, spalancata, come un'otaria. Ho le mascelle che mi fanno ancora male. Là dove non hanno osato neppure i gasparri e i bersani ha volato (basso) Napolitano». E ancora: «Il boom del M5S non si vede, ma si sente. Boom, boom, Napolitano». I commenti all'intervento sul blog sono perlopiù feroci attacchi alla massima figura istituzionale del Paese. Tra i post più presentabili, c'è chi propone di scrivergli direttamente: «USIAMO LA RETE. Scriviamo a Napolitano: Ho votato il M5S e trovo preoccupante che il Presidente della Repubblica in più occasioni pubbliche abbia minimizzato e ridicolizzato un movimento popolare non violento e sano. Lei NON e' il MIO presidente. Saluti».
Michele Barbero