I Primi cinque anni di Papa Francesco. Sulla Via di Damasco Rai2

by Maria Cristina Rotundo09/03/201815
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ROMA  – Era il 13 marzo 2013, al quinto scrutinio il cardinale Bergoglio viene eletto Papa, il primo a volersi chiamare come il poverello di Assisi, Francesco. Un Papa che stupisce e incanta fin da subito con quel “buonasera” pronunciato dalla logia di San Pietro che in pochi secondi fa il giro del mondo e scalda il cuore di tutti. Un Papa dei semplici gesti e delle parole che sono smontate da ogni impalcatura e che chiamano le cose per nome. Il Papa delle espressioni mai sentite che stupiscono e che a volte scandalizzano come alcune sue scelte. Per capirle quelle parole e quelle scelte bisognerebbe entrare nel cuore di Francesco, un pastore che ha camminato tra le povertà più estreme, ha visto volti segnati da sofferenza e fame, ha visto abitazioni che poco sapevano di case sicure e confortevoli, bambini a piedi nudi, donne e uomini coraggio con pesanti fardelli sulle spalle. Allora, il nostro Papa sceglie di vivere in un appartamento che è più vicino a tutti, che sa più di famiglia, continua a portare quella borsa nera e le scarpe non hanno cambiato colore, sono sempre quelle nere, che si impolverano più facilmente, camminando tra la gente. Francesco sa che la gente ha bisogno di tenerezza e misericordia e lo ricorda in ogni occasione. Esorta il peccatore ad avere fiducia nel cuore misericordioso di Gesù che perdona, attende, accoglie con le braccia spalancate. Sprona i suoi pastori ad essere preti con la puzza delle pecore, ad evitare scandali, ad essere testimoni credibili ed autentici.


A cinque anni dall’elezione di Papa Francesco, Sulla Via di Damasco, la trasmissione di Mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoni, ripercorre le tappe di quello che è stato definito un pontificato forte, spesso scomodo, e capace di scuotere il mondo con la rivoluzione della tenerezza.


Sabato 10 Marzo, su Rai Due, ore 08.05, nuova puntata dal titolo “La Forza di Francesco,” con la partecipazione di Andrea Tornielli (vaticanista de La Stampa) che si soffermerà sul pensiero di Papa Bergoglio con quelli che sono i temi che gli stanno più a cuore e che rappresentano il fulcro della sua testimonianza, come la povertà, le periferie, la custodia del creato, le famiglie, l’autodeterminazione dei popoli.


Mons. Pierbattista Pizzaballa (Amm.re Apostolico Patriarcato Latino di Gerusalemme) ricorderà il primo viaggio internazionale di Papa Francesco in Terra Santa, nel 2014, un evento che, per il suo significato simbolico, segnerà un vero e proprio snodo nella storia di questo pontificato rilanciando e rafforzando la speranza nel cambiamento, sia sul piano religioso che su quello diplomatico.


Padre Federico Lombardi (portavoce di Bergoglio fino al 2016) invece, parlerà della relazione tra parole e gesti di Papa Francesco, su quella comunicazione spontanea e naturale che ha conquistato il mondo e corrisponde perfettamente al suo modo di essere; su quella pedagogia dei gesti che è lo specchio delle sue parole.


A Papa Francesco i nostri più affettuosi auguri e la nostra devota e filiale preghiera. Noi crediamo che il Papa è la roccia via della Chiesa. Mostraci sempre quel volto amabile e vero di Gesù.


Don Francesco Cristofaro