Il 1^ maggio 2026 una ulteriore burla per i lavoratori ex Unilever.
Primo maggio appena trascorso, assolutamente da dimenticare da parte dei lavoratori molisani e soprattutto da quelli ex Unilever, che stanno ancora aspettando che la politica si riappropri della sua missione. Non si capisce bene perché si continua con dichiarazioni senza fondamenta prevaricando verità scomode e utili a incensare il “padrone” e drammaticamente offensive per l’onorabilità degli operai. Il recente incontro, sperando in una schiarita, tenutosi presso la sede della Prefettura di Isernia, alla presenza del sempre disponibile S.E. il Prefetto, ha ancora mostrato e amplificato tutte le lacune di rapporti che allontanano definitivamente la politica dai veri problemi da essa stessa costruiti - si spera non ad arte -, e quindi dagli operai che sempre più soffrono discrasie, frettolose analisi, e scherni che appaiono ferite sempre più ampie e lancinanti. Spesso anche le notizie che vengono offerte alla stampa locale, non inducono a riflessioni, e nell’essere tradotte come meri comunicati stampa da parte di chi vuol far intendere ciò che più fa egli comodo, ricostruiscono vicende non conformi a verità certificate. Antonio Martone, leader della sigla sindacale CISAL, da sempre ha invitato alla trasparenza, e ancora una volta, essendo tirato in ballo con mezze verità e poca chiarezza, torna prepotentemente a alzare la sua voce a cui fa la eco quella di ognuno degli operai coinvolti nella telenovela “Ex Unilever”. E così, in merito alle recenti ricostruzioni giornalistiche e alle dichiarazioni emerse a seguito dell’incontro in Prefettura sulla vertenza apertasi anni addietro, la segreteria CISAL, con lo stesso Antonio Martone, intende ristabilire la realtà dei fatti a tutela dei lavoratori e della verità.
“La cortesia istituzionale manifestata nei tavoli di confronto non deve essere interpretata come una condivisione dell’ottimismo di facciata espresso dalla parte politica” - ribadisce il sindacalista che continua come un fiume in pena - la CISAL da sempre ammonisce chi sminuisce la profonda preoccupazione per una gestione della crisi che, da quasi un anno, sembra rincorrere un disegno illusorio alimentato da conferenze stampa e proclami, ai quali purtroppo anche il Prefetto ha preferito dare credito invece di ascoltare l’allarme lanciato da questa sigla, anche contro altre sigle che oggi iniziano a corrispondere la loro mai palese preoccupazione”. Parole minate dal fuoco dell’indifferenza che proclamano ancora la necessità di fatti concreti e non di soli proclami dal sapore della conservazione dello status di primi della classe, benché senza alcuna forma di erudizione del caso. Ad oggi, l'unica realtà, purtroppo, è la disperazione dei lavoratori. Si ricordi che nonostante esistesse un accordo per il passaggio in P2P con data certa, scaduta il 1° gennaio 2024, ci troviamo davanti ad un quadro desolante che lo si conferma nell’assistere al passaggio del Presidente della P2P, senza alcun accordo noto alle parti sociali, alle dirette dipendenze di Seri Industrial. Un ulteriore passo verso il baratro che lascia i lavoratori ex Unilever in un limbo di confusione e totale incertezza. Il dovere della trasparenza si cela addirittura nelle stanze della politica che, invece di assumere lo scudo della lotta, indoverosamente asseconda incertezze. L'Assessore Regionale preposto, in occasione dell’ultima inutile riunione, presente grazie a un collegato in video, ha citato un accordo ministeriale di circa tre settimane addietro. Se ciò veritiero e non “per sentito dire”, egli avrebbe dovuto, per onere e dovere istituzionale, informare immediatamente tutte le sigle sindacali e i lavoratori. Il silenzio e il successivo rilancio di "ottimismo", appaiono sempre più contorni senza il giusto pizzico di sale e quindi non più accettabili. Per questo e per ogni altro comportamento anomalo, pare addirittura che dell’accordo citato con enfasi dall’assessore, nessuno sappia nulla, la Cisal assume da oggi una chiarissima posizione: “Nessun tavolo senza la presenza di Unilever”, assente in Prefettura al contrario di Cisl, Cgil.
Pertanto la CISAL annuncia e ribadisce ufficialmente che non parteciperà ad alcun tavolo convocato dall'Assessore in assenza dei vertici di Unilever. La multinazionale rimane l’unico vero interlocutore responsabile che può e deve fare chiarezza sul futuro industriale del sito, anche in virtù dell’accordo siglato il 2021, che l’assessore conosce bene, interpretando la riconversione basata esclusivamente su impegni commerciali e non su un reale processo produttivo e occupazionale.
Martone, coadiuvato da Scioli, a nome di tutti i lavoratori rappresentati, pone pubblicamente domande a cui la politica deve rispondere con atti, non con parole! Domande che si riassumono nel sapere legittimamente se l’atto inviato da Invitalia ha avuto seguito nelle richieste; se il Consiglio di Amministrazione di Unilever ha deliberato formalmente l’aumento di capitale sociale nella P2P; se Invitalia, che ha già smentito potrà disattendere la sua richiesta e accettare un aumento di capitale da parte di un solo partner (Seriplast) e esonerare l’Unilever dal procedere alla stessa richiesta.
Senza queste risposte tecniche e la presenza fondamentale dei decisori di Unilever, ogni ulteriore incontro continuerà a essere l’ennesima beffa che il territorio e le famiglie dei lavoratori non possono più permettersi.
La Segreteria CISAL