TORINO, 27 APRILE 2012-<<Il problema reale è che la Servizi Industriali ha le carte in regola per rimanere lì perché è stata la città di Orbassano ad incaricarla di trattare i rifiuti e di interrarli proprio lì dove sorge. L’obiettivo dell’amministrazione è sempre stato quello di fare in modo che fosse “ a posto” in termini di sicurezza, sono stati spesi tanti soldi e sono a posto, perché dovrebbero andare via? E' probabile che non si conoscano i veri retroscena>>.
Dai documenti Arpa si evince che :
L’incenerimento dei rifiuti, oltre alle emissioni gassose, produce per l’appunto rifiuti liquidi (derivanti dalla depurazione a umido dei fumi, acque di spegnimento) e residui solidi. Questi ultimi si differenziano in:
-scorie o ceneri pesanti, costituite dal residuo non combustibile dei rifiuti, residui metallici e non metallici e da materiale organico incombusto, comprese le ceneri di griglia((da 200 a 300 kg per ogni tonnellata di rifiuto, in funzione della composizione dello stesso).[MORE]
-ceneri leggere o volanti, che derivano dai trattamenti di depurazione dei reflui gassosi e ceneri di caldaia
(sono prodotte in quantità variabili tra 30 e 60 kg per tonnellata di rifiuto, sono rifiuti pericolosi e vengono generalmente smaltite in discarica).
A Proposito di ARPA e TRM
L’organizzazione di Arpa Piemonte è funzionale alla attuazione delle finalità e dei compiti istituzionali dell’Ente ed è orientata al perseguimento del ruolo dell’Agenzia quale punto di riferimento sulla conoscenza ambientale per Amministrazioni ed Enti, per la Collettività e per il Cittadino.
L’organizzazione di Arpa è fondata sulle seguenti funzioni principali e orientata alla loro massima integrazione:
funzioni di direzione generale e di governo, funzioni di supporto e monitoraggio alle politiche istituzionali in materia ambientale, di produzione di servizi informativi, di prevenzione e protezione ambientale e previsione dei rischi naturali,funzioni di vigilanza e controllo,funzioni strumentali di laboratorio, funzioni di supporto trasversale.
È posta sotto la vigilanza del Presidente della Giunta Regionale per garantire l’attuazione degli indirizzi programmatici della Regione Piemonte nel campo della previsione, prevenzione e tutela ambientale.
La formazione tecnico-scientifica è la più diffusa nelle attività di laboratorio, di produzione di servizi ambientali e di tutela del territorio.
Tutto il personale, in un percorso individuale e collettivo verso la massima responsabilizzazione, è impegnato nella condivisione di valori fondamentali come l’imparzialità, la trasparenza, la competenza e la ricerca continua delle migliori pratiche.
TRM MONITORAGGIO AMBIENTALE FASE COSTRUZIONE
Come richiesto dall’autorità tale Piano è basato sulle risultanze dello “Studio di caratterizzazione dello stato ambientale nell’area circostante il termovalorizzatore del Gerbido” (Bianco ambientale) redatto da ARPA e per taluni comparti ambientali rappresenta di fatto una continuazione delle attività di monitoraggio già svolte da ARPA.
TRM si impegna inoltre ad una corretta conservazione ed archiviazione di tutti i risultati delle attività di monitoraggio ambientale previste, che includono anche azioni di controllo e verifica da effettuarsi da parte dell’appaltatore, al quale TRM ha evidenziato le prescrizioni relative al cantiere contenute nella Delibera di giudizio positivo di compatibilità ambientale ed ha di conseguenza imposto misure di natura gestionale, progettuale e di monitoraggio con lo scopo di minimizzare e contenere l’intensità dei potenziali impatti.
Le azioni di monitoraggio, concordate con la Provincia di Torino, prevedono in sintesi:
la misura della polverosità derivante dalla esecuzione dei lavori di scavo e riporto nel sito e dal transito di mezzi d’opera su strade non pavimentate all’interno del sito di costruzione; delle rilevazioni fonometriche periodiche presso recettori prossimi all’impianto in fasi del cantiere predeterminate e significative; prelievi e complete analisi delle acque di falda prelevate dai piezometri interni al sito.
La metodologia e le attività di campionamento
Per ogni deposimetro si effettua una determinazione della quantità di particolato depositato ogni quindici giorni e si valuta la deposizione media giornaliera.
Nel Bianco ambientale redatto da ARPA non è stata caratterizzata la quantità di polveri che si depositano nelle zone circostanti all’area di cantiere; i primi dati disponibili sono dunque quelli relativi alle attività di monitoraggio svolte da AMIAT per conto di TRM, che sono iniziate a novembre 2008.
Il monitoraggio svolto nel periodo da novembre 2008 a febbraio 2010, quindi prima dell’apertura del cantiere, costituisce tuttavia una buona base di riferimento e confronto per i rilievi effettuati a cantiere avviato.
L'inceneritore produce meno dello 0,4% degli ossidi di Azoto presenti nell’aria.
Il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore (detti fluidi termovettori), proveniente da una grossa centrale di produzione, alle abitazioni con successivo ritorno dei suddetti alla stessa centrale.
Il calore è solitamente prodotto in una centrale di cogenerazione a combustibili fossili o biomasse, oppure utilizzando il calore proveniente dalla termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani.
Il fluido termovettore più utilizzato è l'acqua, che solitamente viene inviata a circa 90 °C e ritorna in centrale a 30-60 °C. La temperatura di ritorno dipende dal tipo di terminali di riscaldamento dei destinatari: mentre i normali radiatori (termosifoni) richiedono temperature di esercizio di circa 80 °C, vi sono terminali che richiedono temperature di esercizio molto inferiori, come i ventilconvettori (45 °C) e i pannelli radianti (35 °C) e permettono quindi temperature di ritorno inferiori. A destinazione il fluido termovettore riscalda, attraverso uno scambiatore di calore acqua-acqua o vapore-acqua (generalmente a piastre), l'acqua dell'impianto di riscaldamento della abitazione. Lo scambiatore, che in pratica sostituisce la caldaia o le caldaie, può produrre anche acqua calda sanitaria.
Pro e contro del teleriscaldamento
I vantaggi del teleriscaldamento sono: uso più efficiente dell'energia primaria, essendo generalmente effettuato in centrali di cogenerazione; maggiori controlli sui gas di scarico su un'unica centrale, rispetto agli scarsi controlli effettuati sulle singole caldaie; possibilità di sfruttare fonti energetiche rinnovabili (biomasse, geotermia, solare termico), recupero energetico da incenerimento (inceneritore con recupero di energia) e a costo zero (calore di scarto da processi industriali); nelle case di nuova costruzione, riduzione dei costi di investimento per la realizzazione della centrale termica.
Gli svantaggi sono: lunghissimi tempi di ritorno degli investimenti (circa 15 anni, fonte HERA).
Il teleriscaldamento è conveniente solo in aree densamente abitate.
<<Tutte queste spiegazioni vanno bene ma osservate le ricerche fatte dal Politecnico di Torino attraverso il video sottostante che suggerisco di ascoltare attentamente>>.
Il Video- Documenti ufficiali e principali rischi
Dovete sapere che un progetto di ricerca della Commissione Europea, che si chiama ExternE (Externalities of Energy), ha quantificato in modo molto preciso i costi dei danni all'ambiente ed alla salute derivanti da una qualunque fonte emissiva.
Questi costi, in Europa, sono attualmente valutati da 3 a 5 volte meno che negli USA, ma è importante che venga riconosciuto che una centrale elettrica, una discarica, un inceneritore, un cementificio, ecc. provocano danni, che hanno, oltre ad un costo in termini di sofferenza, anche costi economici ben quantificabili.
La società che sta costruendo l’inceneritore del Gerbido, nel 2003 ha fatto uno studio in collaborazione con il Politecnico di Torino e ha redatto una tabella dei costi in euro delle malattie previste. Malattie e costi sono stati riassunti in una tabella, che, a ragion veduta, si potrebbe definire il tariffario del cancrovalorizzatore. E’ un documento del Politecnico di Torino.
Gian Luca Cossari