Il “Centro d’arte Raffaello” interviene sul furto dei capolavori di Antonello da Messina: “Necessaria una riflessione sulla custodia delle opere che coinvolga istituzioni culturali pubbliche e private, cittadini e Forze dell’Ordine”

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Sul furto dei capolavori di Antonello da Messina dal Museo Regionale Interdisciplinare “Maria Accascina” si registra il commento di Sabrina Di Gesaro, titolare e direttore artistico del “Centro d’arte Raffaello”, una delle più importanti gallerie private in Sicilia e nel panorama nazionale. “Rabbia, sgomento e preoccupazione – afferma la gallerista – sono i sentimenti con cui ho appreso la notizia: credo di interpretare, con le mie parole, anche le emozioni dei siciliani e, più in generale, di chi ama l’arte ed è sensibile ai temi culturali”. “Saranno gli investigatori e la professionalità delle Forze dell’Ordine a sciogliere i nodi e a stabilire come sia potuto accadere un fatto simile – osserva – ma ritengo che occorra già da ora interrogarsi sulle fragilità che caratterizzano i sistemi di protezione delle nostre opere nelle strutture museali”. “Al pari di molte realtà del Mezzogiorno – prosegue la dottoressa Sabrina Di Gesaro – Messina fonda la propria economia sul turismo, forte della propria posizione geografica di ‘porta della Sicilia’: un simile sfregio può avere ricadute importanti sull’attrattività culturale e sull’immagine della città, che ha tanto faticato per risollevarsi dopo il terremoto del secolo scorso”. “La custodia delle opere dei grandi Maestri – sottolinea – è uno dei temi focali che, in quarant’anni di attività, la galleria ha sempre affrontato da un lato, con l’orgoglio di ospitare al proprio interno lavori di artisti quali Renato Guttuso, Fernando Botero, Antonio Ligabue, Andy Warhol, Giorgio De Chirico, Joan Mirò e Pablo Picasso, dall’altro con la consapevolezza e il senso di responsabilità di chi sa bene che l’arte rappresenta un patrimonio collettivo”. “Il furto di tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio e di una tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà – conclude – rappresenta un fatto gravissimo che scardina le nostre certezze consolidate sulla sicurezza dei capolavori ospitati nei musei: auspico il rapido ritrovamento delle preziose opere e una più ampia e articolata riflessione sul tema che coinvolga istituzioni culturali pubbliche e private, cittadini e Forze dell’Ordine, con l’obiettivo comune di tutelare la nostra storia, il nostro passato e le infinite potenzialità che la cultura e il turismo culturale offrono allo sviluppo dell’economia”.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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