Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Marcellinara

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Il Consiglio di Stato ha confermato la piena legittimità degli atti adottati dal Comune di Marcellinara riguardo l’applicazione delle disposizioni di legge laddove viene riconosciuta la facoltà ai Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti di attribuire ai componenti dell’organo esecutivo la responsabilità degli uffici e dei servizi e il potere di adozione di atti di natura tecnico-gestionale anche in considerazione del risparmio di spesa che conseguirà l’Ente.[MORE]
L’ordinanza n.1851 del 26 aprile 2010 del Consiglio di Stato ha respinto, infatti, l’appello presentato da due dipendenti comunali che non hanno visto rinnovarsi gli incarichi di responsabile degli uffici e dei servizi, “considerato che, – si legge nell’ordinanza – al di là della questione di giurisdizione, le tesi appellanti non sembrano condivisibili nel merito alla stregua del disposto dell’art.53, co.23, della legge n.388 del 2000, nel testo vigente”.
Già il Tar Calabria con le ordinanze n.214 e n.231 del 5 marzo 2010 aveva rigettato la richiesta di sospensiva presentata avverso gli atti adottati dall’Amministrazione Comunale di Marcellinara per la definizione della nuova struttura organizzativa dell’Ente.
Il Comune di Marcellinara, rappresentato e difeso dall’Avvocato Giovanni Romano del Foro di Lamezia Terme, ha certificato, anche nella sede del giudizio presso il Consiglio di Stato, la piena legittimità e liceità dell’operato della Giunta Comunale guidata dal Sindaco Giacomo Scerbo, e composta dagli assessori Vittorio Scerbo, Antonio Montuoro, Vincenzo Gariano, Gianpiero Cittadino, citati come controinteressati insieme al Segretario Comunale Giuseppe Piccoli.
“Non nutrivamo alcun dubbio sulla legittimità degli atti adottati ed oggi il Consiglio di Stato conferma in pieno quanto fatto nell’interesse esclusivo dell’Ente e quindi di tutti i cittadini marcellinaresi”: così la Giunta Comunale di Marcellinara ha commentato l’esito positivo del giudizio dinanzi al Consiglio di Stato. “La legge è chiara e la Giunta Comunale – ha proseguito l’organo esecutivo marcellinarese- non ha fatto altro che applicarla sulla base di quanto deliberato dal Consiglio Comunale con l’approvazione degli indirizzi e principi generali degli uffici e dei servizi”.
Nel corso dell’ultima seduta di Consiglio Comunale, durante la quale è stato approvato il bilancio di previsione per l’anno 2010, è stato messo in evidenza il risparmio finanziario conseguito dall’Ente, per l’esercizio in corso, pari a 30mila euro, proprio in virtù dell’applicazione di tale facoltà di legge per i Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti. Un risparmio che, com’è stato messo in evidenza nel corso della disamina politica della maggioranza consiliare, non è affatto trascurabile per un Ente di piccole dimensioni.
A 30mila euro, infatti, ammontava la somma del compenso relativo alla retribuzione di posizione dei precedenti responsabili degli uffici e dei servizi, senza che questo fosse passato dal vaglio annuale dell’apposito nucleo di valutazione, così come previsto dalla normativa in materia. Tale economia finanziaria deriva dal fatto che i componenti dell’organo esecutivo nominati responsabili degli uffici e dei servizi, in ossequio alla ratio della norma applicata dalla Giunta Comunale, non percepiscono, in virtù di tale nomina, alcuna indennità di posizione.
Nella memoria difensiva del Comune di Marcellinara è stato evidenziato, anche nella sede giurisdizionale del Consiglio di Stato, dopo quanto dibattuto già al TAR, come l’incarico di responsabile degli uffici e dei servizi non possa essere conferito attraverso concorso, ma solo, a mezzo atto monocratico a tempo determinato e con il limite temporale massimo previsto dalla legge, pena violazione di quanto disposto dal Testo unico degli enti locali (decreto legislativo n.267/2000).
 

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Scritto da Vittorio Scerbo

Giornalista di InfoOggi

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