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Il mestiere di padre

Il mestiere di padre
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 Mentre il ruolo delle mamme è biologicamente determinato (la madre porta fisicamente in grembo il futuro figlio o la futura figlia), il ruolo dei papà – in un certo senso – si conquista. 

È una conquista a volte difficile e faticosa, perché implica la necessità di dedicare buona parte del proprio tempo ed energie a qualcuno che non siano solo la propria partner, il proprio lavoro, se stessi. Diventare padri è un fondamentale passaggio nella vita di un uomo, che non tutti si sentono pronti a compiere, nemmeno con il proseguire degli anni.

Molte persone sanno essere adulte, cioè ben adattate ed efficienti nella società, ma non tutte sanno essere genitori, cioè così ricche e realizzate da regalare a delle creature quasi completamente dipendenti il proprio amore e le proprie attenzioni.

Un tempo, il ruolo paterno e materno erano molto ben definiti: la madre si occupava di mettere “al” mondo il figlio, mentre il padre si occupava di metterlo “nel” mondo, cioè di insegnargli a vivere nella società tramite la trasmissione di regole, valori, costanza, abilità.

Il padre, nella visione tradizionale, era la figura forte che proteggeva il figlio dai pericoli esterni, tanto che Freud affermava “Non riesco a considerare nessuna necessità nell’infanzia tanto forte come la necessità di protezione del padre”

Con l’evolversi della società, anche i ruoli materno e paterno si sono modificati, e oggi sono maggiormente distribuiti tra i genitori, tanto che non è raro trovare padri “materni” (cioè accoglienti e comprensivi) e madri “paterne” (cioè normative e ferme nei valori educativi)

Chiunque sia a svolgere il ruolo paterno, esso è fondamentale per i bambini, che spesso cadono in preda a paure profonde, ataviche, ed hanno un profondo bisogno di qualcuno che li difenda e li protegga, qualcuno in grado di farli sentire al sicuro.

Solo interiorizzando delle presenze positive e rassicuranti, i bambini possono sviluppare un senso di tranquilla efficacia, un senso di sicurezza che li accompagni nella loro scoperta del mondo e negli anni a venire.

Poi i bambini crescono e diventano adolescenti, ed è quello il momento in cui il ruolo paterno viene messo maggiormente in discussione: criticato, osteggiato, addirittura ridicolizzato. È il momento della differenziazione psicologica dai genitori, ed è dunque fondamentale per gli adolescenti sentirsi diversi, unici, speciali.

I bravi padri ricordano i propri errori di giovinezza e lasciano i propri figli liberi di sbagliare.

Arriverà, forse, il giorno, in cui i papà vedranno riconosciuti dai figli ormai grandi i propri meriti, il tanto lavoro e i sacrifici sostenuti.

L’importante è non avere fretta…

 

Giovanni Porta

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