Se il cristiano omette di rivelare la sua verità in ogni sua azione terrena, diventa inevitabilmente il responsabile dello sfaldamento della Parola del Vangelo. Essa va viceversa ricordata, vissuta, per salvare e convertire se stessi e gli altri, lontani dalla via della redenzione. Cristo perciò è stato[MORE]
dimenticato e archiviato, se intorno a noi prolificano gli atti di violenza; se si prevedono capitoli di bilanci privati e non da capogiro per la costruzione o l’acquisto di armi; se la droga e il narcotraffico, come ha denunciato il Santo Padre nel suo ultimo viaggio, hanno trasfigurato la bellezza di intere comunità; se la natura è devastata dall’inquinamento; se i valori universali che hanno retto da sempre l’organizzazione sociale e familiare di un Paese vengono messi in discussione; se la vita umana può essere generata al di là della procreazione naturale tra un uomo e una donna; se essere maschi o femmina è oggi considerato un aspetto psicologico, piuttosto che biologico.
Il cristiano deve essere attratto dalla bellezza di Dio ed a sua volta farsi bello dentro e fuori. Un atto comportamentale necessario non certo per imporre il vangelo, perché l’altro va lasciato sempre nella sua libertà personale, ma per accendere i tanti cuori ormai assopiti e spenti. Il mondo cristiano di frequente trasmette il Vangelo dal di fuori di sé, dando spazio all’indifferenza e alle false certezze. Ogni verità assoluta si trasforma, di riflesso, in relativa, abdicando alla possibilità di incidere sul cambiamento e sul rinnovamento interiore dell’uomo.Al contrario sarà quest’ultimo ad adattarla al suo modo di vedere e di proporre le cose. Il cristiano potrà mostrare la sua verità solo se sarà in grado di trasformare la Parola in un vero modello di vita. Il resto è perdita di tempo e dannazione personale; garanzia forse ideale, ma priva di fondamento storico che arricchisce l’incredulità.
Oggi non si vuole aprire il proprio cuore a Cristo, fino al punto di eliminare il crocifisso da ogni parete pubblica; di non riconoscere le radici cristiane nella Costituzione Europea; di cancellare i segni della propria storia con la scusa dell’integrazione; di nascondersi, a volte, dietro lo scudo dello Stato laico, per impedire che qualche frammento di verità cristiana disturbi il progetto di una società pensata a tavolino dai grandi poteri di turno. Ma è proprio quel crocifisso, oggi nascosto, che rappresenta invece il futuro; l’evoluzione; il rinnovamento. Difficile in questo nostro tempo a capirsi, soprattutto in un mondo che punta ogni cosa sulla materialità. Questa comunque è l’eterna novità che salva e sostiene tutti.
Egidio Chiarella
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