Il Papa e il suo viaggio pastorale in Sri Lanka e nelle Filippine
Chiesa e Società Calabria

Il Papa e il suo viaggio pastorale in Sri Lanka e nelle Filippine

martedì 13 gennaio, 2015

 13 GENNAIO 2015 - Questo dello Sri Lanka e delle Filippine è il sesto viaggio pastorale di Papa Francesco, il secondo in Asia. Un programma intenso di otto giorni che avrà inizio nella capitale srilankese di Colombo la mattina del 13 gennaio e i primi incontri il Papa li avrà con i vescovi locali e i leader di altre religioni, oltre che con il capo di Stato. [MORE]


Evento centrale del giorno sarà la cerimonia di Canonizzazione di Giuseppe Vaz – primo Beato dell’India e missionario nell’antica Ceylon dove nel ‘700 tradusse il Vangelo in cingalese e tamil – quindi nel tardo pomeriggio del 15 gennaio, Papa Francesco lascerà Colombo per atterrare alla base aerea “Villamor” di Manila. La mattina seguente, il Papa avrà incontri con le autorità filippine, il Corpo diplomatico e celebrerà la Messa nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione, mentre nel pomeriggio riceverà l’abbraccio delle famiglie del Paese.


Sabato 17 gennaio è in programma un altro degli eventi clou del viaggio, l’incontro a Tacloban con i superstiti del catastrofico tifone Haiyan, che nel novembre di un anno fa fece ottomila vittime tra morti e dispersi. Papa Francesco celebrerà la Messa, incontrerà clero e religiosi, quindi rientrerà a Manila, dove domenica 18 gennaio concluderà la visita nelle Filippine incontrando i giovani e presiedendo la Messa al “Rizal Park” di Manila.


Nel suo discorso alle Autorità civili e religiose dello Sri Lanka, papa Francesco ha parlato del processo di pace a seguito della Guerra civile e ha spiegato che “punto centrale” della sua visita è la canonizzazione del beato Joseph Vaz.


Papa Francesco è stato ‘ricevuto’ ed ‘abbracciato’ da una giornata di sole e da una festosa accoglienza locale; con al collo una ghirlanda di fiori colorati di giallo e bianco (come la bandiera della Città del Vaticano), ha assistito all’esibizione di balli e canti tradizionali e al coro di un gruppo di bambini.
Ecco alcuni passaggi del discorso pronunciato da Papa Francesco, che al termine, con il Presidente dello Sri Lanka ha firmato il libro del viaggio con un messaggio di pace.


“Signor Presidente, Onorevoli Autorità di Governo, Eminenza, Eccellenze, Cari amici,
grazie per la vostra calorosa accoglienza. A lungo ho atteso questa visita in Sri Lanka e questi giorni che trascorreremo assieme. Lo Sri Lanka è conosciuto come la Perla dell’Oceano Indiano per le sue bellezze naturali. Ma soprattutto quest’Isola è conosciuta per il calore del suo popolo e la ricca varietà delle sue tradizioni culturali e religiose”.


Il Papa ha poi formulato un pensiero di augurio per il suo nuovo incarico. Ha detto:
“Signor Presidente, Le formulo i miei migliori auguri per la Sua nuova responsabilità. Saluto i distinti membri del governo e le autorità civili che ci onorano con la loro presenza. Sono grato in modo speciale per la presenza degli eminenti esponenti religiosi, che hanno un ruolo così importante nella vita di questo Paese. Ed evidentemente desidero esprimere il mio apprezzamento ai fedeli, ai membri del coro, come pure alle molte persone che si sono prestate per rendere possibile questa visita. Ringrazio tutti, dal profondo del cuore, per la vostra cortesia e ospitalità”.


Papa Bergoglio, ha voluto puntualizzare che la sua visita è una visita pastorale. Ha detto:
“La mia visita nello Sri Lanka è anzitutto pastorale. Quale pastore universale della Chiesa Cattolica, sono giunto per incontrare ed incoraggiare i cattolici di quest’Isola, come pure per pregare con loro. Un punto centrale di tale visita sarà la canonizzazione del beato Joseph Vaz, il cui esempio di carità cristiana e di rispetto per ogni persona, senza distinzione di etnia o di religione, continua ancor oggi ad ispirarci e ammaestrarci. Ma la mia visita vuole anche esprimere l’amore e la preoccupazione della Chiesa per tutti gli srilankesi, e confermare il desiderio della comunità cattolica di essere attivamente partecipe della vita di questa società”.


E non poteva mancare un riferimento alla necessità della pace mondiale: Ha ribadito:
“E’ una costante tragedia del nostro mondo che molte comunità siano in guerra tra di loro. L’incapacità di riconciliare le diversità e le discordie, antiche o nuove che siano, ha fatto sorgere tensioni etniche e religiose, accompagnate frequentemente da esplosioni di violenza. Per molti anni lo Sri Lanka ha conosciuto gli orrori dello scontro civile, ed ora sta cercando di consolidare la pace e di curare le ferite di quegli anni. Non è un compito facile quello di superare l’amara eredità di ingiustizie, ostilità e diffidenze lasciata dal conflitto. Si può realizzare soltanto superando il male con il bene (cfr Rm 12,21) e coltivando quelle virtù che promuovono la riconciliazione, la solidarietà e la pace. Il processo di risanamento richiede inoltre di includere il perseguimento della verità, non con lo scopo di aprire vecchie ferite, ma piuttosto quale mezzo necessario per promuovere la loro guarigione, la giustizia e l’unità”.


Ha poi concluso il Papa: “ Signor Presidente, cari amici, ancora una volta vi ringrazio per il vostro benvenuto. Possano questi giorni che trascorreremo insieme essere giorni di amicizia, di dialogo e di solidarietà. Invoco abbondanti benedizioni di Dio sullo Sri Lanka, la Perla dell’Oceano Indiano, e prego che la sua bellezza risplenda a beneficio della prosperità e della pace di tutti i suoi abitanti”.


(Servizio in aggiornamento)


Don Francesco Cristofaro
www.donfrancescocristofaro.it


Autore
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