CASAL DI PRINCIPE (CASERTA), 21 GENNAIO 2013- Il pentito Roberto Vargas, era tornato a parlare nei giorni scorsi e lo aveva fatto come al solito lanciando una bomba che, fra le altre cose, ha portato all’arresto di Carmine, figlio di Francesco detto ‘Sandokan’ . Secondo quanto l’uomo ha rivelato nel corso di alcune udienze, da tempo i casalesi avevano un nuovo obiettivo: colpire il pool di Magistrati al lavoro per sgominare la loro banda criminale. E lo avrebbero fatto ricorrendo allo spietato supporto di un gruppo di terroristi, presumibilmente islamici.[MORE]
Ecco cosa emerge dalle dichiarazioni dell’uomo: «avremmo potuto colpire il pool di magistrati, per primo Cafiero de Raho e poi a seguire chi del pool che si occupava della camorra casalese, saremmo riusciti a colpire. L'azione sarebbe stata portata a termine dai terroristi, mentre noi avremmo fornito gli appoggi logistici. Secondo quanto diceva Schiavone, i terroristi erano stati già addestrati a colpire in quanto avevano preso parte a fatti di sangue all'estero per l'organizzazione terroristica. Siccome i terroristi avevano avuto alcuni problemi, si erano alleati con lui al fine di ottenere dei rifugi sicuri nell'agro aversano».
A confermare questa versione, ancora al vaglio degli inquirenti, atre testimonianze, tra cui quella del pentito Salvatore Venosa, secondo il quale erano stati orditi e poi mai portati a termine attentati ai danni di magistrati e carabinieri: l’uomo fa il nome dell’ex comandante dell’Arma a Caserta, Carmelo Burgio. Venosa dichiara inoltre di essere venuto a conoscenza, per vie traverse, anche del possesso da parte di Carmine Schiavone di missili terra-aria.
Emmanuela Tubelli
(FONTE: CORRIERE.IT)