Estero

Il Portogallo, la crisi e l'ambulanza di Torre Vadras

LISBONA, 9 SETTEMBRE 2012- In Spagna, oramai, ne parlano tutti, dopo che la stampa nazionale ne ha fatto un simbolo dell'inarrestabile crisi portoghese; si chiama Torre Vadras, cittadina di ventimila abitanti in provincia di Lisbona, che causa tagli a stipendi del personale, non ha più un'ambulanza che possa prestare servizio ai cittadini.


La storia, raccontata da Ansamed, ha dell'emblematico: l'ospedale di paese non riesce più a sostenere le spese per il mezzo, e lo appalta a una società terza, che a causa delle nuove direttive nazionali sulle riduzioni salariali, annuncia ad inizio mese che dottori e infermieri verranno pagati non più 21, ma 18 euro lordi all'ora.
Di fronte al rifiuto di lavorare per una somma definita "inaccettabile", l'ambulanza si ferma, parcheggiata davanti l'edificio, senza poter essere in nessun modo d'aiuto ai vigili del fuoco, che per anni avevano lavorato coordinandosi con il personale sanitario, di cruciale importanza quando si tratta di pronto intervento per le vittime di incidenti.[MORE]


La ditta appaltatrice si trincera dietro le nuove regole imposte dall'alto, che chiedono un ribasso del 5,23 per cento dei salari, con taglio dei giorni festivi, sforbiciate su straordinari, sussidi di disoccupazione e licenziamento per giusta casa; le statistiche sembrano fornire dati paradossalmente incoraggianti per un Paese in cui una politica di austerità che Mario Monti definì a febbraio "ambiziosa ma realista", ha portato il rendimento dei bond decennali sotto la soglia del 9 per cento.


Eppure le agenzie di rating appaiono pessimiste, e l'Ocse stima un peggioramento del debito al 114,5% del Pil, per uno degli stati membri più poveri d'Europa, i cui cittadini si trovano a dover far quadrare i conti con stipendi sempre più bassi, che li costringono persino a rinunciare all'autostrada, per evitare di pagare un pedaggio diventato ancora più pesante.

(immagine da:www.flikr.com)

Simona Peluso