ROMA, 17 APRILE 2014 - Il Senato ha approvato a maggioranza assoluta l’autorizzazione al governo di posticipare il pareggio di bilancio al 2016. I voti a favore sono stati 170 contro gli 87 avversi ed un solo astenuto. Di rilievo il voto favorevole pervenuto anche dalla Lega Nord.
In questo modo, il governo potrà operare il pagamento di più di 13mld di debiti che ha nei confronti della P.A. e che andranno ad incidere in maniera inevitabile su rapporto debito/Pil del 2014. A Palazzo Madama, sempre nella seduta odierna, è stato inoltre approvato, a maggioranza semplice con 156 sì, 92 no e 2 astenuti, il nuovo Def.
Nella risoluzione di maggioranza del Documento di economia e finanza è messo in evidenza la volontà di una «riduzione strutturale del cuneo fiscale e contributivo gravante sul lavori dipendenti e assimilati a più basso reddito, anche tenendo in considerazione i carichi familiari» insieme all’abbassamento della «tassazione sul lavoro dal lato delle imprese procedendo alla graduale eliminazione dell’Irap sul costo del lavoro».
Nello stesso documento, il governo conferma il suo impegno «a ribadire con forza in sede europea la necessità di una svolta nella politica economica» a favore dell’incremento della domanda di mercato con la possibilità di usufruire della flessibilità del patto Ue, al fine di ridare nuova linfa vitale agli investimenti pubblici.[MORE]
Prima della votazione, sia al Senato che alla Camera, è intervenuto il ministro del Tesoro Gian Carlo Padoan, il quale ha spiegato le ragioni che hanno spinto il governo a rinviare il pareggio di bilancio al 2016: «Nonostante i segnali di ripresa dell’anno in corso anche nel 2014 il gap rimarrà particolarmente negativo – ha affermato il ministro – la ripresa economica ancora fragile e la situazione del mercato del lavoro rimane ancora difficile». Ma il ministro si dice tuttavia fiducioso, poiché «le misure correttive per i prossimi anni, e il piano di dismissioni assicurano già dal prossimo anno il rapido rientro del maggior rapporto debito/Pil, conseguente all’ulteriore pagamento dei debiti pregressi».
(Immagine da esteri.it)
Giovanni Maria Elia