Lampedusa e Linosa, 13 Giugno – Il flusso migratorio verso l’isola non si placa, andremo dal Papa.
Secondo Bernardino De Rubeis, Sindaco di Lampedusa, i prossimi giorni saranno cruciali per Lampedusa e Linosa “Proprio oggi - afferma il Sindaco - prenderemo parte al tavolo tecnico con il ministro Prestigiacomo, fornendo indicazioni per la risoluzione dei problemi. Per domani attendiamo la conferma dell'incontro con il presidente Napolitano e lo inviteremo sull'isola'', poi prosegue. ''intendiamo recarci in Vaticano per incontrare sua Santità il Papa”. Nello scorso mese di aprile nell’isola si era recato il Cardinal Bagnasco, [MORE]
Presidente della Cei, e ricorda il Sindaco 'il Cardinal Bagnasco 'ci ha portato la vicinanza del Papa''.
Nei giorni scorsi il ministro dell'Interno Roberto Maroni, ha invocato la necessità di sostenere un'azione diplomatica per porre fine al conflitto ed ha dichiarato: "Sono arrivati circa 1500 profughi tutti dalla Libia perché con la Libia non c’è più l’accordo che c’era e che consentiva di fermare questi sbarchi. Questo accordo lo abbiamo fatto con la Tunisia, infatti dalla Tunisia non arriva più nessuno. Con la Libia finché c’è la guerra non si può fare nulla”. “L’unico modo per fermare questi sbarchi – ha proseguito il titolare del Viminale - è porre fine alla guerra. È una cosa che abbiamo chiesto e che continuo a chiedere altrimenti non c’è possibilità di fermare gli sbarchi, questo è il problema”. Interpellato poi dai giornalisti a proposito delle difficoltà che incontrerà il turismo dell’isola di Lampedusa con l’avvio della stagione balneare, Maroni ha affermato di preoccuparsi di più “delle vite di queste persone e di come fare per bloccare i flussi migratori. “La soluzione c’è: dopo 11 settimane, quella che doveva essere una guerra lampo si rivela una guerra che ha come unica conseguenza quella di riempirci di profughi.
Siccome la Nato l’ha prorogata di altri tre mesi, io chiederò al presidente Berlusconi di attivarsi perché l'impegno che ha preso in Parlamento di dire quando finirà la presenza dell’Italia in Libia, venga comunicato e che prenda l'impegno per trovare una soluzione diplomatica”. “Solo se finisce la guerra – ha concluso il ministro - si potrà fare con la Libia quello che abbiamo fatto con l’Egitto, la Tunisia e con altri paesi, cioè una collaborazione che blocchi i flussi, altrimenti saranno destinati ad aumentare con la bella stagione”.
Mario Sei
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