Oggi rispolveriamo un grande classico: Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway.
Un vecchio pescatore, Santiago, dopo ottantaquattro giorni senza aver preso neanche un pesce, decide d’inoltrarsi un po’di più nel mare aperto dove, finalmente, abbocca un pesce enorme.
Il grosso marlin, di circa cinque metri, lo trascina per tre giorni e tre notti, durante i quali il vecchio lotta con tutte le sue forze logore per portarlo a riva. Proprio in questo tempo il romanzo è permeato da lunghe riflessioni personali del saggio pescatore che rivede nella forza del pesce la natura, spesso abusata dall’uomo. [MORE]
Esempio di rispetto e di lotta, Santiago pazientemente manovra i movimenti del merlin che si “lascerà catturare” e legare alla barca. Ma quando torna a riva non arriva che lo scheletro del pesce. Infatti durante il tragitto viene attaccato dagli squali da cui l’uomo, ormai al limite delle forze, non riesce a proteggere la sua pesca. Tornato a casa la gente rimane stupita nel vedere i resti e Manolin, il giovane che da sempre aveva aiutato il pescatore, fiero del suo maestro, si prende cura di lui.
Il vecchio e il mare è un breve romanzo da leggere d’un fiato. Un romanzo da riscoprire. Un romanzo che porta il lettore a riflettere sul coraggio, la fermezza e la pazienza dell’uomo e sulla forza e nobiltà della Natura.
Straordinario anche il film di animazione, vincitore di un oscar, del russo Aleksandr Konstantinovič Petrov.
«È un pesce grosso e devo vincerlo, pensò. Devo impedirgli di rendersi conto della sua forza e di quello che potrebbe fare fuggendo. Se fossi al suo posto, è adesso che ce la darei tutta è andrei avanti finché si spaccasse qualcosa. Ma grazie a Dio non sono intelligenti come noi che li uccidiamo; anche se sono più nobili e più capaci.»
Immagine articolo tratta da "The Old Man and the Sea" di A. K.Petrov