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Immigrazione, il Papa: "La Chiesa è madre senza confini e senza frontiere"

Lazio

ROMA, 21 NOVEMBRE - A poche ore di distanza dal discorso di Barack Obama sull'intenzione del governo di aiutare gli immigrati che che vivono in America da almeno cinque anni, ma che non sono in regola col permesso di soggiorno, Papa Francesco ha ribadito che la condizione di immigrato non può e non deve essere una situazione né penosa, né drammatica.[MORE]

"La Chiesa è madre senza confini e senza frontiere." Ha detto a conclusione del VII Congresso Mondiale della Pastorale delle migrazioni, tenutosi a Roma presso la Pontificia Università Urbaniana e promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

Il fenomeno dell'emigrazione può essere un valore positivo sia per il paese che ospita, che per il paese che non può offrire una vita dignitosa all'emigrante. E per ultimo, continua il pontefice, è un valore per lo stesso emigrante poter sperare in un futuro migliore.

Il Papa ha poi ringraziato i partecipanti al congresso per aver messo in luce tutti gli aspetti dell'emigrazione, della povertà e delle disuguaglianze. Non ha mancato di menzionare peraltro le difficoltà d'inserimento degli immigrati in nazioni ospitanti già colpite dalla crisi e spesso non in grado di accogliere come dovrebbero.

"A questo riguardo, gli operatori pastorali svolgono un ruolo prezioso di invito al dialogo, all’accoglienza e alla legalità, di mediazione con le persone del luogo di arrivo."

Compito della Chiesa, dice infatti il pontefice, deve essere quello di aiutare il migrante a unirsi al resto della società piuttosto che a separarsene del tutto. L'immigrazione deve essere motivo di ravvedimento per sradicare finalmente le ingiustizie e le disuguaglianze che ancora esistono nella società.

 

Alberto Oliva