In Catalogna si aumentano le tasse ai ricchi

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“Bisogna fare sacrifici!” è la frase martellante che i ministri dell’econom...

“Bisogna fare sacrifici!” è la frase martellante che i ministri dell’economia delle varie nazioni da mesi ripetono per fronteggiare la crisi economica mondiale.
Molti governi cercano di farlo con interventi drastici, per evitare che si ripeta ciò che è avvenuto in Grecia nei mesi scorsi.
Anche la regione autonoma più ricca della Spagna, la Catalogna, ha iniziato a far “fare sacrifici” alla popolazione, ma contrariamente a quanto di solito accade, questa volta i sacrifici devono farli “i ricchi”!
Il governo regionale ha proposto di aumentare le tasse ai più facoltosi per contenere la spesa pubblica e per trovare fondi per gli investimenti.
L’ aumento si riferirebbe alle aliquote dei più ricchi e precisamente di quei contribuenti che superano i 120 e 175 mila euro annui.
Questa notizia, lanciata dal quotidiano La Croix, se confermata, creerebbe due scaglioni di imposta che aumenterebbero rispettivamente del 2% per i redditi oltre i 120 mila e del 4% per chi supera la soglia dei 175 mila.
Il provvedimento andrebbe a toccare lo 0,5 % della popolazione catalana, ossia circa 20000 persone, e a livello economico l’introito dovrebbe essere intorno ai 100 milioni di euro.
Anche in Italia alcuni anni fa si cercò di prendere una decisione simile, infatti nel 2006 l’ex governatore della Sardegna, Renato Soru introdusse la “tassa di lusso” che andava a colpire i mega yacht dei ricchi e le seconde case dei non residenti. Ma è toccato prima alla Consulta, nel febbraio del 2008, dichiarare illegittime le imposte, e infine all’attuale governatore Cappellacci, nel maggio scorso, abolire definitivamente la normativa.
Altre regioni autonome della Spagna stanno seguendo la vicenda con interesse, tra cui le Baleari.
La forma di autonomia di cui godono le regioni spagnole è molto ampia, ma allo stesso modo funzionale allo sviluppo, basti pensare che il 90% delle imposte rimane nel territorio e solo la parte rimanente va allo Stato.
Oltre a quella catalana ci sono altre proposte interessanti, tra cui la creazione di una gigantesca zona franca-economica nella regione autonoma di Madrid, mentre altre regioni hanno deciso aumenti di tasse e riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici.
Quindi i governatori spagnoli, in questo periodo di crisi, sono costretti a prendere decisioni anche impopolari, ma nel caso della Catalogna la scelta è tutt’altro che impopolare.
 

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