In Art - "Psychedelic Breakfast" con Camilla Filippi

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SPOLETO (PG), 20 GIUGNO 2015 – Negli spazi settecenteschi di Palazzo Collicola Arti Visive, se...

SPOLETO (PG), 20 GIUGNO 2015 – Negli spazi settecenteschi di Palazzo Collicola Arti Visive, sede del nuovo centro per le arti contemporanee a Spoleto, in occasione del Festival dei due Mondi, sabato prossimo 27 giugno (ore 12.00) sarà inaugurata la mostra Psychedelic Breakfast di Camilla Filippi - a cura di Gianluca Marziani, direttore artistico del Museo -, che proseguirà fino al 27 settembre 2015. 

 A colazione con Camilla Filippi - attrice e artista visiva - e i suoi travestimenti, personaggi in cerca d’autore o d’identità, da «indossare», ispirandosi alla storia dell’arte, alla letteratura, al grande schermo, forse «per ricucire la direzione privata del narcisismo» (G. Marziani).
«Un’attrice e il suo trasformismo - osserva il curatore - per un diario ossessivo di ritratti quotidiani. Definendo il metodo fisso della recitazione pittorica, Filippi evolve l’anima di Instagram e ridefinisce i ruoli tra cinema e arte visiva. Decine di personaggi, interpretati durante la prima colazione, stando seduta in cucina con una tazza in mano. Ritratti nati per il web, cresciuti nell’unicum della stampa fotografica».
In galleria sfilano Mia Wallace (di Pulp Fiction), La ragazza con l’orecchino di perla, la Bardot, in compagnia di Hitler, Pinocchio, Dante Alighieri, David Bowie… e molti altri ancora, poiché l’«outfit del singolo personaggio è un abito liquido che si plasma sulla natura di un pensiero» (G. Marziani).

Intervista a Camilla Filippi: «una donna, con le sue rivelazioni»

Il trasformismo di un’artista e la ricerca di nuovi linguaggi creativi: dove trova l’ispirazione?
Il selfie altro non è che l’illusione di immortalare un momento reale, nessuno può stare coscientemente davanti ad un obbiettivo incurante dell’idea di se che vuole dare, estetica ed emotiva.
Dal ribaltamento di questo concetto è nato il mio progetto.
Immortalare un mondo finto, codificato per esprimere un sentimento vero, ovvero quello che provo quando mi sveglio al mattino e la mia emotività non è contaminata dal mondo e le sue relazioni.

Quanto conta l’idea di base di un progetto rispetto alla sua messa in pratica?
L’idea conta sempre più della messa in pratica, è il contenuto, è l’essenza e così il difetto, l’imperfezione della realizzazione diventa parte della perfezione stessa.

Quali sono i principali riferimenti stilistici della sua produzione?
Attingo soprattutto dalla mia formazione d’attrice, quindi dal cinema, ma ogni libro, ogni quadro, ogni statua, e ogni persona che ho incontrato nella vita è fonte per me di ispirazione.

Il personaggio che ha più amato “indossare”?
È difficile sceglierne uno, ma credo sia Van Gogh, per quel che ha detto, ovvero, “Più ci penso e più realizzo che nulla è più artistico che amare gli altri”.

Mai senza…
Assolutamente una matita, che è molto meno aggressiva di una penna, e mi permette di appuntarmi i grovigli che ho nella testa.

 

Domenico Carelli

(Gallery: courtesy Ufficio Stampa Factory4 Srl; in evidenza la performer Camilla Filippi, credit foto Alessandro Pizzi)

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