Inchiesta(2): perché la benzina è così cara in Italia

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COSENZA, 29 FEBBRAIO 2012 - (SECONDA PARTE) Ad incidere sull’aumento dei carburanti va, inoltre, rilevato il carico fiscale. Secondo l’elaborazione condotta dal Centro Studi Promotor (Csp) sui dati forniti dal ministero dello Sviluppo economico, la spesa 2011 per carburanti in Italia è stata di 64,3 miliardi. Nello stesso lasso di tempo le imposte sono salite a 32,5 miliardi, per una crescita di circa 2,7 miliardi. Nel solo anno 2011 l’aliquota dell’accisa sulla benzina è passata dai 564 euro per mille litri nell’Aprile, ai 704,2 euro nel Dicembre. Sul costo del pieno grava, inoltre, l’addizionale regionale: un ulteriore rialzo che nel 1999 le Regioni possono applicare sulle accise della benzina. In base al decreto “Milleproroghe 2011”, le stesse Regioni colpite da calamità naturali devono alzare al massimo le addizionali per aver accesso ai fondi per la Protezione civile.[MORE]

Secondo i calcoli svolti dalle associazioni dei consumatori l’effetto dei rincari porterà gli automobilisti a spendere, all’anno, una cifra di circa 200 euro per il pieno. Il presidente della Codacons, Carlo Rienzi sottolinea come: “Il nuovo record raggiunto dai carburanti in Italia determina una stangata di 204 euro per automobilista su base annua. Una cifra destinata a crescere se i listini alla pompa dovessero proseguire la folle salita”.

Ma l’aumento dei carburanti genera delle rilevanti ripercussioni anche sui prezzi dei prodotti e dei beni di largo consumo, soprattutto nel settore ortofrutticolo, in quanto la maggioranza di essi è destinata a lunghi trasporti stradali. Per questa ragione il potere d’acquisto delle famiglie italiane cala drasticamente. 
 

(segue la terza parte)

Caterina Stabile

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Scritto da Caterina Stabile

Giornalista di InfoOggi

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