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Infantino e la Fifa ottengono le scuse del Times per il reportage errato

Nicola Cundò
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Infantino e la Fifa ottengono le scuse del Times per il reportage errato
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La Fifa ha reso noto attraverso i propri canali social di aver preso atto delle scuse pubblicate dal Times in merito a un reportage definito inaccurato e dannoso. Al centro della vicenda alcune notizie relative al presidente Gianni Infantino, che il quotidiano inglese ha ora rettificato.

Le precisazioni del Times

Secondo quanto riportato dalla stessa Federcalcio mondiale, il Times ha chiarito che il 13 ottobre aveva scritto che Infantino aveva ricevuto una seconda retribuzione dalla Fifa non divulgata. «Ciò è inesatto. Non c'era alcuna seconda retribuzione», si legge nella precisazione. Il giornale ha inoltre spiegato che i regolamenti non richiedono alla Fifa di includere nel rapporto annuale le spese e i rimborsi ricevuti dal presidente, poiché non sono considerati compensi ai sensi dei requisiti di segnalazione svizzeri.

Le correzioni su Miami e Shadi LLC

Il Times ha accettato anche che Infantino non abbia acquistato una proprietà a Miami a un valore presunto sottostimato, come era stato riportato, e che né lui né la sua famiglia siano proprietari legali o beneficiari di Shadi LLC né esercitino alcun controllo sulla società. «Siamo lieti di apportare queste correzioni e ci scusiamo con il signor Infantino e la Fifa per gli errori», ha concluso il quotidiano.

La posizione della Fifa

La Fifa ha ribadito l'esistenza di «uno sforzo concertato e in corso da parte di alcuni per minare la Fifa e il suo presidente», esortando i media ad agire in modo responsabile e a verificare attentamente tutte le fonti per prevenire la pubblicazione e la successiva riproduzione di informazioni false e diffamatorie. «La Fifa accoglie con favore un esame legittimo. Ma l'esame non è una licenza per amplificare false accuse. Laddove il reportage sia inaccurato, fuorviante o totalmente falso, come in questo caso, la Fifa continuerà a contestarlo direttamente e con vigore», conclude la nota.

Un caso che riaccende il dibattito sulla stampa sportiva

La vicenda mette in luce la tensione tra la governance del calcio mondiale e i media, in un momento in cui la trasparenza sui compensi dei vertici delle organizzazioni sportive è oggetto di crescente attenzione. La rettifica del Times rappresenta per la Fifa un punto a favore nella battaglia per la propria reputazione, mentre resta aperto il confronto sul ruolo del giornalismo d'inchiesta nello sport.


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Scritto da Nicola Cundò

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