Il 2025 segna una svolta epocale nella storia della popolazione mondiale: per la prima volta, il numero di persone con più di 65 anni (852 milioni) ha superato quello dei bambini in età 0-5 anni. Un sorpasso che i demografi avevano previsto ma che è avvenuto con qualche anno di anticipo rispetto alle stime, accelerato dal crollo delle nascite a livello globale.
Un cambiamento epocale nelle dinamiche demografiche
Questo ribaltamento non è solo un dato statistico: rappresenta un cambiamento profondo nelle strutture sociali, economiche e sanitarie di interi Paesi. Mentre le società più longeve come il Giappone e l'Italia già convivono con questo fenomeno da anni, ora la tendenza si estende a macchia d'olio, coinvolgendo anche nazioni in via di sviluppo che fino a poco tempo fa avevano popolazioni molto giovani.
Il calo della fertilità accelera la transizione
Uno dei fattori chiave è il vertiginoso calo della fertilità. Nel 2023, oltre il 71% della popolazione mondiale viveva in Paesi con una fertilità pari o inferiore al livello di sostituzione (circa 2,1 figli per donna), rispetto al 45% di dieci anni prima. Questo significa che sempre più nazioni non riescono a garantire il ricambio generazionale, portando a un progressivo invecchiamento della popolazione. Le cause sono molteplici: dall'urbanizzazione alla maggiore partecipazione femminile al lavoro, fino alle difficoltà economiche che scoraggiano le giovani coppie ad avere figli.
Proiezioni future: il numero di over 65 raddoppierà entro il 2060
Le prospettive per i prossimi decenni sono chiare: gli over 65 nel mondo raggiungeranno circa 2 miliardi nel 2060, rappresentando il 19,6% della popolazione complessiva. Ma il dato forse ancora più impressionante è che gli anziani costituiranno oltre la metà della crescita demografica prevista da qui a quella data. In pratica, l'aumento della popolazione mondiale sarà trainato quasi esclusivamente dall'incremento della fascia over 65, mentre le classi più giovani resteranno stabili o diminuiranno.
Corea del Sud al vertice della classifica dell'invecchiamento
Se oggi il titolo di Paese più 'vecchio' spetta al Giappone, le proiezioni indicano che entro il 2060 la Corea del Sud diventerà la nazione più anziana del pianeta, con il 41% degli abitanti sopra i 65 anni. Un caso emblematico di una società che ha vissuto una delle transizioni demografiche più rapide della storia, passando da un tasso di fertilità elevato a uno tra i più bassi al mondo in poche generazioni. Anche l'Europa e l'Italia, in particolare, continuano a mantenere un ruolo da protagoniste in questo scenario, ma la novità è l'ingresso di nuovi attori come la Cina e alcuni Paesi del Sud-Est asiatico.
Quali implicazioni per le politiche pubbliche?
Questo capovolgimento demografico pone sfide senza precedenti ai sistemi di welfare, alle politiche pensionistiche e sanitarie. I governi sono chiamati a ripensare i modelli di sviluppo, investendo in innovazione tecnologica per sostenere una forza lavoro che invecchia e a ripensare i sistemi di cura a lungo termine per una fascia di popolazione sempre più ampia. La longevità è una conquista, ma richiede anche una profonda rivisitazione delle strutture sociali per trasformarla in un'opportunità e non solo in un peso.