Estero

Israele approva gli insediamenti, ira della Palestina

GERUSALEMME, 7 FEBBRAIO - Il Parlamento israeliano ha approvato in via definitiva la legge che 'regolarizza' gli insediamenti israeliani costruiti su terreni privati palestinesi in Giudea e Samaria (cioè la Cisgiordania). [MORE]
In pratica permetterà a qualsiasi cittadino israeliano di appropriarsi di quelle zone, senza temere conseguenze legali, favorendo i cittadini israeliani che vivono nei territori occupati militarmente da Israele. Il provvedimento agisce in forma retroattiva, stabilendo un meccanismo di compensazione che si limita a risarcire i proprietari dei terreni su cui sono stati costruiti gli insediamenti, con una somma in denaro.
I palestinesi ritengono che il provvedimento rappresenti un vero e proprio furto della loro terra: “Il governo israeliano ha così dimostrato la volontà di distruggere ogni chance di una soluzione politica”.

La legge, che era stata già approvata in via preliminare a novembre, è stata molto criticata dalle ONG internazionali, dalla sinistra israeliana e da molti osservatori. Il leader laburista Isaac Herzog ha detto più volte che questa azione porterà Israele di fronte alla Corte Internazionale Penale dell'Aja.

Inizialmente si era pensato di rimandare la votazione poiché il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si trovava lunedì in visita a Londra per incontrare il premier britannico Theresa May, ma il leader di HaBayit HaYehudi e ministro della Diaspora e dell’Istruzione, Naftali Bennett ha insistito per votare subito. La legge è stata quindi approvata ieri in tarda sera dalla Knesset, il Parlamento israeliano, ed è passata con 60 voti contro 52. Questa punta a prevenire altri sgomberi del genere, ma va contro la comunità internazionale, che vede negli insediamenti un «ostacolo» al processo di pace con i palestinesi.

 

Giulia Piemontese

 

(Immagine da: geopolitica-online.com)