Roma, 29 gennaio 2026 - Ci sono libri che lasciano il segno, tanto più quando un giornalista indipendente come Nino Orto mette a servizio dei lettori una narrazione della tragedia israelo-palestinese facendola raccontare da chi ogni giorno abita e sopravvive in una delle zone più contese del mondo.
“Israele – Palestina Voci di una terra contesa” (LoGisma Editore) non è una cronaca urlata, ma un racconto doloroso che descrive la guerra e i conflitti con le voci di chi quotidianamente li vive, escludendo a priori una narrazione ideologica che finirebbe per rivelarsi assolutamente sterile.
In questo libro a parlare sono, infatti, Amal, Hassan, Eitan e Gal che tra storie di resistenza, di speranza e di paura riescono a superare i confini dell’indifferenza raccontando la loro fragile quotidianità.
Amal, palestinese, vive accanto alla barriera di un campo profughi, Hassan, anche lui palestinese, vittima di torti e violenze ha costruito la sua identità sulla resistenza, poi Eitan, colono israeliano convinto che il pericolo sia dall’altra parte della barriera ha dubbi su quanto si possa vivere dentro confini rigidi ed infine Gal, israeliana di Tel Aviv che pur abituata alla grande città convive tra protezione e paure.
Paure che dal 7 ottobre si sono amplificate generando una frattura che assorbe queste quattro vite, lasciando che testimonino nella cronaca diretta di Nino Orto, non solo le brutture e la perdita di certezze che emergono ogni giorno dal conflitto israelo-palestinese, ma anche quella resilienza umana che al di là di tutto resta identica da entrambi i lati delle barriere.
Maurizio Lozzi
“Israele – Palestina Voci di una terra contesa” (LoGisma Editore) non è una cronaca urlata, ma un racconto doloroso che descrive la guerra e i conflitti con le voci di chi quotidianamente li vive, escludendo a priori una narrazione ideologica che finirebbe per rivelarsi assolutamente sterile.
In questo libro a parlare sono, infatti, Amal, Hassan, Eitan e Gal che tra storie di resistenza, di speranza e di paura riescono a superare i confini dell’indifferenza raccontando la loro fragile quotidianità.
Amal, palestinese, vive accanto alla barriera di un campo profughi, Hassan, anche lui palestinese, vittima di torti e violenze ha costruito la sua identità sulla resistenza, poi Eitan, colono israeliano convinto che il pericolo sia dall’altra parte della barriera ha dubbi su quanto si possa vivere dentro confini rigidi ed infine Gal, israeliana di Tel Aviv che pur abituata alla grande città convive tra protezione e paure.
Paure che dal 7 ottobre si sono amplificate generando una frattura che assorbe queste quattro vite, lasciando che testimonino nella cronaca diretta di Nino Orto, non solo le brutture e la perdita di certezze che emergono ogni giorno dal conflitto israelo-palestinese, ma anche quella resilienza umana che al di là di tutto resta identica da entrambi i lati delle barriere.
Maurizio Lozzi