Catanzaro, 24 gennaio – Catanzaro diede il nome all’Italia…
Abbiamo lanciato la settimana scorsa sulla nostra rubrica infooggi vernacolo, una campagna di conoscenza e promozione dei luoghi più belli da visitare. Anche attraverso il vostro prezioso contributo, intendiamo organizzare un viaggio virtuale, che ci consenta di conoscere più da vicino la storia, le tradizioni, la cultura di luoghi che voi vorrete farci conoscere.
Diversi lettori ci hanno inviato informazioni, curiosità e foto di diverse città italiane, vogliamo iniziare dalla Calabria, poichè i contributi sono stati davvero tanti.
Inizieremo dal suo capoluogo di Regione, Catanzaro.
Tenteremo in diversi appuntamenti di far conoscere la storia di questa città, conosciuta come la "Città tra due mari".[MORE]
Viene detta la Città dei due mari, poiché soltanto 30 Km separano il mar Ionio dal mar Tirreno, ciò consente di vedere, dai quartieri più a nord della città, contemporaneamente i due mari.
Catanzaro è anche conosciuta come la Città dei tre Colli, corrispondenti al Colle di San Trifone (oggi San Rocco), Colle del Vescovato (oggi Piazza Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni).
Catanzaro è anche ricordata però come la Città dei velluti e della seta, infatti fu un importantissimo centro serico fin dai tempi bizantini, per la produzione e la vendita, sui mercati nazionali ed esteri dei velluti, dei damaschi e dei broccati.
Uno dei quartieri più antichi della Città, la Filanda appunto, era il quartiere in cui avveniva la lavorazione della seta. La sua posizione molto ventilata consentiva il perfetto svolgersi delle varie operazione seriche. Anticamente chiamato “San Nicola Favatà, o delle donne” per l'omonima chiesa costruita dai bizantini, il rione venne ribattezzato Filanda, da quando il setaiolo Primocerio vi costruì uno dei primi filatoi.
Catanzaro ha quindi alle spalle una lunga tradizione artigianale serica. Tra l'XI e il XVIII secolo ci fu una fiorente produzione di damaschi, velluti, rasi, broccati, lampassi, ermosini, sciamiti, zendadi, lamii e così via. In una pergamena datata 1205, conservata nel Reale Archivio di Napoli, sono nominati i seguenti oggetti: «cuscini di cathasarito rosso, panni di oro e di seta, sciamiti, di diversi colori». Nel 1397 i progressi dell'arte serica catanzarese giunsero sino alla Corte napoletana e il re Ladislao di Durazzo per incentivarli decide di sgravare la città di alcune tasse sulla tintoria. Fu allora che per riconoscenza gli artieri catanzaresi donarono al sovrano un parato di velluto in seta verde intessuto con fili d'oro che servì per tappezzare la sala del trono di Castelcapuano.
Catanzaro, oggi capoluogo della Regione Calabria, è stata, per oltre 200 anni, lo storico capoluogo dell'antica provincia di Calabria Ultra: « Fu sempre la capitale di tutta la Calabria Ultra, prima che venisse in due parti suddivisa, ed ha tuttavolta i superiori dicasteri provinciali e la gran corte civile per le appellazioni, ch'è una delle quattro di qua dal faro, e che comprende tutte le Calabrie nella sua giurisdizione. Oltre alcuni stabilimenti di beneficenza, evvi una reale accademia delle scienze, ed uno de' maggiori licei regi »(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesastica, Venezia, 1857)
Alcune ipotesi fanno risalire l'origine di Catanzaro a un'antica colonia greca, nel luogo che in seguito divenne l'antica Scolacium, oppure ritengono che sia sorta sulle rovine dell'antica città di Trischines.
Altre ipotesi più accreditate individuano la fondazione da alcuni insediamenti posti in ordine sparso nella zona dell'attuale Catanzaro Marina, Tiriolo (anticamente Teura), Santa Maria di Catanzaro, sul colle Trivonà (Trischines) e lungo la valle del Corace che formavano l'antica "Terra dei Feaci". E proprio alla foce del torrente, secondo la leggenda Ulisse fondò l'antica Skilletion. Di recente ritrovamento nel quartiere Germaneto, lungo la valle del Corace, una necropoli greca del V secolo a. C. e un antico centro romani testimoniano la presenza di antichi insediamenti lungo la valle del Corace.
Dai ritrovamenti archeologici, emerge che l'attuale territorio comunale era compreso nell'area abitata fin dall'età del ferro, dalla popolazione dei "Vituli" così chiamati perché adoratori del simulacro del vitello, che i greci ribattezzarono "Italoi" (adoratori del vitello) e governati dal famoso Re Italo (dal quale in seguito prese il nome tutta la penisola italiana), fratello di Dardano progenitore dei troiani.
Secondo la leggenda due condottieri bizantini Cattaro e Zaro, condussero le popolazioni rivierasche della città magno-greca di Skilletion o Skillakion, corrispondente alla romana Scolacium, prima sullo Zarapotamo (oggi quartiere Santa Maria) e poi successivamente sul Trivonà, in una un fortezza militare (secondo alcune ipotesi già esistente da qualche secolo nel luogo che attualmente è il quartiere che porta il nome di Grecìa). La scelta territoriale sarebbe stata legata alle continue incursioni saracene, che spinsero a spostare l'abitato in zone più elevate. Tale fondazione è attribuita tradizionalmente alla seconda metà del IX secolo, per decisione del generale bizantino Niceforo Foca il vecchio, dal quale avrebbe inizialmente preso il nome di "Rocca di Niceforo". Il passaggio da fortezza a centro urbano vero e proprio avvenne ad opera del generale Flagizio che avviò la costruzione di una cittadella, di un recinto fortificato e infine la sistemazione di cisterne e provviste di grani. Potenziato dall'accentramento di popolazione, prese forma urbana ed in seguito fu incastellato e assunse la denominazione di Katantzárion, con il permesso dell'Imperatore ottenuto da Flagizio. Secondo alcune ipotesi, proprio da questo periodo che vide lo sviluppo di officine per la lavorazione della seta importata dall'oriente e delle coltivazioni di gelso, deriva il nome attuale della città dal termine greco "Katartarioi", ovvero filatori di seta.
Agli inizi del X secolo la città bizantina fu occupata dai Saraceni, che vi fondarono un emirato, che prese il nome arabo di Qatansar. La presenza araba è testimoniata da ritrovamenti ottocenteschi di una necropoli che restituì oggetti con iscrizioni arabe. Durante il periodo Arabo la città si ribellò più volte. Nel 929 a seguito di una nuova rivolta e del rifiuto di pagare i tributi Catanzaro venne duramente saccheggiata dal generale saraceno Al-Mahdi.
Intorno al 1000, Catanzaro si ribellò al dominio Saraceno, tornando per un breve periodo nuovamente sotto controllo Bizantino. Nel 1069 fu l'ultima città calabrese, dopo mesi di resistenza a cadere sotto l'assedio dei Normanni di Roberto il Guiscardo che eressero il Castello Normanno, e la città fu feudo della famiglia Altavilla con il conte Rodolfo (1098), figlio di Goffredo d’Altavilla. In quest'epoca conobbe una fioritura di arti e dei mestieri, e in particolare la lavorazione della seta, con scambi commerciali sia con le altre regioni d'Italia che con i paesi orientali ed europei…
Il nostro viaggio continua ancora la prossima settimana, alla scoperta di Catanzaro…
Mario Sei