Economia

Italia: Moody's conferma rating a Baa2

NEW YORK, 8 OTTOBRE - La situazione dell’Italia sta migliorando. Per questo l’agenzia internazionale Moody’s conferma il rating del nostro Paese, fermo a Baa2. Come invariato resta l’outlook negativo. Pur riconoscendo «i recenti miglioramenti», il governo che è riuscito a «stabilizzare il settore bancario» - riducendo il rischio estremo di crisi gravi - e pur ammettendo che l’economia italiana «sta crescendo più di quanto avessimo previsto, all’1,5% nel 2017 e nel 2018», Moody’s ha sottolineato che l’outlook rimane negativo perché i rischi di un peggioramento dell’affidabilità creditizia dell’Italia permangono elevati.[MORE]

Perché se Roma è riuscita a evitare una crisi del sistema bancario più profonda e vive un momento di ripresa più sostenuta, pesa non poco l’incertezza sul futuro, soprattutto quella legata alle prossime elezioni legislative.

«Nonostante i recenti miglioramenti le prospettive di crescita sono probabilmente destinate a rimanere moderate nel medio termine», spiega l’agenzia, che comunque riconosce lo sforzo compiuto dal governo negli ultimi mesi per assicurare una ripresa più forte dopo sei anni di performance molto deboli. Tanto che ora le possibilità di crescere sono maggiori rispetto a quanto l’agenzia di rating stimava in precedenza. Ma non è ancora sufficiente.
Moody’s sottolinea poi come la gestione da parte del governo della crisi delle banche sia stata efficace, evitando scenari che avrebbero appesantito in maniera significativa anche i conti pubblici.

Resta però «una considerevole incertezza» su quelle che saranno le politiche portate avanti dal prossimo governo, la capacità e la volontà di chi governerà dopo le elezioni di continuare ad affrontare in maniera efficace le vulnerabilità del nostro Paese. Dunque, l’incertezza sul proseguimento nei prossimi anni del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali ancora necessarie. «Sarà importante al fine del rating una valutazione di medio termine delle politiche del nuovo governo per mantenere il passo delle riforme con un programma di politica fiscale credibile per tagliare il debito/Pil», ha detto. Per stabilizzare il rating, e riportare le prospettive stabili Moody’s attende di verificare dal prossimo governo «una strategia chiaramente delineata di riforme strutturali e un percorso di politica fiscale che garantisca una significativa e sostenibile riduzione del debito pubblico».

Sul fronte dei progressi, Moody’s riconosce che gli investimenti produttivi e l’occupazione stanno salendo. Bene le esportazioni, con il Paese che non perde più quote di mercato come in passato. Moody’s prevede che il debito/Pil quest’anno si stabilizzerà attorno al 130%, con scarse possibilità di un forte trend in calo prima che i tassi tornino a salire: l’Italia resta vulnerabile a shock economici e finanziari e per questo l’outlook permane negativo.

Il problema più grande resta sempre quello di un debito pubblico ancora troppo elevato. Del resto - evidenzia ancora Moody’s - gli ultimi sondaggi suggeriscono come dalle urne uscirà un risultato molto probabilmente incerto, con un Parlamento «sospeso», con nessun partito che guadagnerà la maggioranza per formare un governo.

Fonte immagine: lamescolanza.com

Alessia Panariello