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Ius soli, Delrio: "Dietrofront Senato atto di paura grave"

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ROMA, 13 SETTEMBRE - La legge sullo Ius soli, come noto, sta riscontrando eccessive difficoltà nell’approvazione alla luce del delicato clima politico degli ultimi mesi, dovuto anche alla problematica degli sbarchi. Su questo, è intervenuto duramente il ministro dei Trasporti Graziano Delrio.

Incalzato sulla vicenda, il ministro ha criticato apertamente il dietrofront del Senato, che rischia ora di affossare definitivamente la legge: «Il dietrofront del Senato è certamente un atto di paura grave». Così il ministro, in un’intervista al Tg2000, telegiornale dell’emittente Tv2000. Il riferimento si rifà ovviamente a quanto maturato sul rinvio del Ddl sulla cittadinanza per tutto il mese di settembre, data la sua mancata calendarizzazione.

«Abbiamo bisogno di non farci dominare dalla paura, ma siamo anche aperti alla speranza perché il capogruppo del Partito Democratico ha detto che si sta cercando di costruire le condizioni affinché vi siano i voti in Parlamento» - ha aggiunto ancora Delrio.

Eppure, le intenzioni del Pd non sembrano essere del tutto chiare, considerati gli ultimi tentennamenti e le titubanze sulla mancanza di alleati in Parlamento. Ma Delrio non ci sta: «Quella in esame, è una legge di civiltà e diritti. Non ci può venire nessun male nel riconoscere i diritti a questi ragazzi che sono già di fatto italiani. Devono essere riconosciuti per quello che sono: persone».

Delrio ha anche denunciato il clima politico «molto grave», con l’utilizzo di parole sbagliate. Il ministro ha così invitato la politica ad incanalare una strada diversa, tesa alla moderazione del linguaggio: «Non si può cedere a parole di odio, violenza, razzismo. Queste sono parole che possono far molto male a tutta la società perché oggi tocca agli immigrati e domani può capitare ai nemici politici o a persone diverse».

Al di là della grana Ius soli, il governo rischia di veder mancare il sostegno di Mdp-Articolo 1, la formazione politica dei fuoriusciti del Pd. Su questo è infatti intervenuto Alfredo D’Attorre: «Se dopo lo Ius soli salta anche la legge elettorale è evidente che si sta lacerando il tessuto di collaborazione con il governo. A questo punto non saranno così scontati i nostri voti su Def e legge di Bilancio». D’Attore ha poi aggiunto una valutazione politica maturata dallo stop allo Ius soli: «Ormai la bussola è l’accordo Renzi-Alfano, che affossa lo Ius soli e impedisce di fare la legge elettorale». La linea Mdp è insomma chiara, e rischia di collidere con la tenuta del governo. Con in ballo il termine naturale della legislatura ed una sua ordinata conclusione prima dell’ormai atteso appuntamento elettorale primaverile.

foto da: infooggi.it

Cosimo Cataleta

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