ROMA, 10 OTTOBRE 2014 - «È un passo avanti in un quadro di riforme che contiene molti altri elementi ancora da coltivare». Queste le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in merito al Jobs Act che al momento ha ottenuto la fiducia al Senato.
Un parere di certo autorevole che in queste ore ha trovato concorde anche il presidente della Bce, Mario Draghi, il quale ha promosso la riforma del lavoro promossa dal governo Renzi. Secondo Draghi, il jobs act non comporterà licenziamenti in massa come prevedono i detrattori della riforma: «L’Italia – ha affermato il presidente della Bce – è da anni in recessione e la disoccupazione è già elevata e le aziende che volevano licenziare lo hanno già fatto».
Tuttavia restano forti le critiche e le preoccupazioni da parte dei sindacati: «L’approvazione della legge sul lavoro non ci fermerà – ha affermato il segretario Cgil, Susanna Camusso –. Il 25 ottobre sarà l’inizio di un lungo cammino in cui ci saranno continue provocazione nei nostri confronti».[MORE]
Verso lo scontro anche Fiom che quest’oggi protesta contro la riforma del lavoro e il mantenimento dell’art.18 a Brescia con un corteo di lavoratori delle fabbriche metal meccaniche. «Siamo pronti a tutto», ha affermato il segretario Maurizio Landini, il quale ha poi tenuto a precisare: «Non l’ho sparata grossa sull’occupazione delle fabbriche, so cosa vuol dire farlo, ma dobbiamo contrastare una logica padronale della politica».
(Immagine da clandestinoweb.com)
Giovanni Maria Elia