L’Antica Congrega Tre Colli rinnova la tradizione degli “Orfani del morzello per motivi di emigrazione”

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Ci sono sapori che non sono solo cibo, ma vera e propria identità. Per chi ha dovuto lasciare la propria terra, per motivi di studio ieri e di lavoro oggi, il ricordo di questi sapori si trasforma in una dolce ma pungente nostalgia. Dunque, per rinnovare questo legame indissolubile si è svolta con straordinario successo l'undicesima edizione della cena dedicata agli "Orfani del morzello per motivi di emigrazione".

Quindi, nello scenario del Lido “On the beach” di Montauro (Cz), ha avuto luogo la tradizionale cena agostana, per celebrare gli appartenenti all’associazione Antica Congrega Tre Colli residenti fuori. Naturalmente, come di consueto, il protagonista è stato il piatto principe della cucina catanzarese, vale a dire l’Illustrissimo morzello. Un simbolo identitario, riflettente un “sentimento” frutto di un’antica tradizione popolare. I frammenti dell'edizione targata 2026 raccontano la storia di una giornata all'insegna della convivialità e delle radici comuni. Negli ultimi anni, questo appuntamento ha registrato un interesse e una partecipazione in costante e inarrestabile crescita.

Non si tratta di una semplice cena, ma di un vero e proprio rito collettivo, che tradizionalmente vede anche la partecipazione degli amici dei numerosi congregari (associati), testimonianza di una passione che la distanza geografica non è mai riuscita a spegnere. Il suddetto piatto tipico, presente nel menù anche nella principale variante del morzello di baccalà, per l’occasione è stato ottimamente preparato dal congregario Umberto Cosco, gestore quest’anno del ristorante del suddetto Lido “On the beach”.

Il “morzello” non è soltanto una pietanza, è un ponte invisibile che accorcia le distanze e riporta a casa il cuore di ogni catanzarese nel mondo.

Quindi, al termine di racconti e conversazioni conviviali, è calato il sipario su questa undicesima edizione, con un bilancio estremamente positivo e l'impegno di mantenere viva questa fiamma, segno di un legame indissolubile con le proprie radici, fortemente riecheggiante negli animi di tutti i congregari.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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