L'Aquila...una città da non dimenticare

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Sono ormai trascorsi due anni da quel 6 aprile quando alle ore 3.32 una forte scossa colpisce all’improvviso la città abruzzese.
Una lunga notte di paura, fatta di morte e disperazione per chi ha perso tutto e non rimangono che le macerie a ricoprire una casa, un ricordo, una vita.[MORE]
Per chi non ha più ritrovato un famigliare, un amico, o anche un semplice conoscente, seppellito in pochi istanti da quella voragine che non ha avuto pietà per nessuno.
Sono ritornata nella mia città per vedere che ben poche cose sono cambiate, l’Aquila, anche se ora è ricoperta e circondata da impalcature su impalcature e tante macerie, rimane comunque bellissima, avvolta da quelle montagne caratteristiche.
Ho visto in poco tempo la mia città morire giorno per giorno e noi abruzzesi, fieri delle proprie origini e della nostra terra, abbiamo veduto distruggersi sotto gli occhi, negozi, case, e morire amici che nessuno ci ridarà.
Il 6 aprile , nella cittadina abruzzese si sono svolte mostre fotografiche, eventi e alle 23.30 la fiaccolata per le vie dell’Aquila fino ad arrivare a pizza duomo è stato il momento più significativo e commovente dove tutti gli abruzzesi si sono raccolti per ricordare chi non c’era più, ed alle 3.32, 309 rintocci hanno reso omaggio a tutte le vittime.
Viviamo nel ricordo di una notte che non dimenticheremo, ma forti e composti continuiamo a sperare di rivedere un giorno sorgere davanti a noi una nuova l’Aquila.
La mia città è ancora devastata, porta i segni di un terremoto che ha inghiottito qualsiasi cosa e nelle facce degli abruzzesi si legge ancora la paura di chi aveva tutto e ora non ha più nulla.
Nei paesi limitrofi sono stati aperti molti negozi, attività commerciali e locali dove la sera si ritrovano i giovani, ma noi rivogliamo la nostra città viva come un tempo.
Non vogliamo vivere nell’ombra di un fantasma…perché l’Aquila deve continuare a vivere…
Ma grazie ad una iniziativa di due donne, Laura e Clara, qualcosa incomincia a cambiare.
Con l’inaugurazione del 28 maggio del CTS in via della Genca , vicino alla piazza Battaglioni Alpini, nasce per i giovani un nuovo punto di riferimento per partire e ripartire.
Si ricomincia così dal centro storico, grazie anche all’impegno dei cittadini, si vuole dare la possibilità ai giovani di viaggiare.
Una città storica dove come ogni città racchiuse in sé miti e leggende…infatti se vai a l’Aquila non puoi non visitare le 99 chiese, 99 fontane e 99 rioni…
Nella bellissima chiesa di Collemaggio, simbolo della città all’apparenza sembra non essere stata toccata da quel terremoto, ma entrandovi dentro, ti accorgi che non è così…rimani impotente con il cuore in gola nell’osservare che metà del tetto è crollato e capisci che qualcosa veramente non c’è più.
Per noi abruzzesi che ogni angolo di quella città è una storia, un ricordo, ci sentiamo morti dentro…passare davanti alla casa dello studente e non vedervi più nulla, solo foto in ricordo di chi è rimasto sotto quelle macerie…camminare davanti alla fontana luminosa un tempo piena di gente e sentire ora la solitudine e il silenzio che attanaglia il cuore. La chiesa di San Bernardino, la piazza del mercato, il duomo, sono solo impalcature su impalcature…
E’ giusto continuare a vivere nella quasi normalità, ma rimane doveroso ricordare oltre a tutte le persone e i bambini che sono morti sotto le macerie, anche i numerosi suicidi che si sono verificati dopo quella tragica notte, dove nessuno ne ha mai dato troppa importanza, perché forse non faceva abbastanza notizia.
Se tante cose sono state fatte, ancora molte se ne devono fare e gli abruzzesi attendono che, chi debba fare il suo dovere sia in grado di riportare in vita la cittadina senza speculare ai danni degli abitanti che già troppo hanno subito.

Loredana Berardi
 

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Scritto da Loredana Berardi

Giornalista di InfoOggi

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