ROMA, 21 APRILE 2013 - I palloncini sono da sempre conosciuti come immancabile decorazione alle feste di compleanno e fonti d'intrattenimento per i più piccoli. Questi semplici oggetti di lattice che prendono vita con un po' d'aria o elio, però, hanno un potenziale ancora più grande. Partendo dai più comuni modellamenti, come quelli dove i palloncini formano diverse figure di animali, fino a comporre delle vere e proprie opere d'arte. Lo sa bene l'artista newyorkese Jason Hackenwerth, famoso per le sue sculture composte interamente da palloncini e capace di attorcigliarli con una fantastica simmetria matematica e di formare con essi strane creature simili a quelle che pullulano i film di fantascienza.
Jason partì proprio con il creare semplici figure animalesche ed una volta trasferitosi a New York iniziò a sviluppare il suo talento in qualcosa di più creativo, arrivando ad espandere la sua arte con varie eccentriche esibizioni. Uno dei suoi ultimi lavori consiste nella scultura per il Festival della Scienza di Edimburgo, dove ha presentato un'incredibile spirale composta da 10,000 colorati palloncini di lattice. L'opera è chiamata "Pisces" (Pesci) ed è una rappresentazione della leggenda greca di Afrodite ed Eros, che racconta di come la dea dell'amore e suo figlio siano scappati dalle fatali grinfie del mitologico mostro Tifone. Secondo la leggenda, i due si trasformarono in pesci che, per evitare di venire separati, si unirono in una singola spirale, rappresentata dall'artista con la sua opera.[MORE]
Hackenwerth non è l'unico a dilettarsi in questa particolare forma d'arte, un altro esempio è la giapponese Rie Hosokai, specializzata nella creazione di vestiti, accessori e persino fiori formati esclusivamente da palloncini.
Molti altri ancora continuano ad impressionare con questa curiosa pratica, che si è diffusa così tanto da riuscire ad ottenere musei interamente dedicati a questo tipo di composizioni artistiche. E, notando quanto pubblico riesce ad incuriosire, non può che continuare ad espandersi.
(foto da Artsblog)
Silvia Carrus