Roma, lunedi 8 agosto. L’integrazione politica offerta dal governo italiano con le comunicazioni alla stampa e ai mercati di Tremonti e Berlusconi e la decisione di anticipare di un anno al 2013 il raggiungimento del pareggio di bilancio hanno creato il campo per le mosse delle istituzioni europee che hanno accolto l’impegno italiano e hanno assicurato che non faranno venire meno la lo assistenza alla terza economia europea. Nonostante ambienti politici ed economici ascrivano alle ultime vicende di politica economica il valore di un imminente commissariamento del governo italiano da parte dell’asse franco-tedesco, i mercati paiono reagire con benevolenza alla svolta rigorista della manovra finanziaria italiana.[MORE] In questo primo giorno di riapertura delle borse, dopo lo storico declassamento della finanza pubblica degli Usa da parte di Standard and Poor's, Piazza Affari registra segnali di tenuta e lo spread tra i titoli di debito italiani e tedeschi ritorna sotto il livello di guardia, con un differenziale sotto i trecento punti. In chiusura della passata settimana si erano sfiorati i quattrocento punti, con il rischio imminente di un rendimento dei Bot a dieci anni del 7%, soglia critica che equivale ad una dichiarazione di insolvenza per un paese sovrano.
L’accusa di commissariamento mossa al governo italiano rappresenta la linea di divisione su cui maggioranza e opposizione si confronteranno nei prossimi mesi. L’idea che la politica economica e di finanza pubblica italiana venga determinata dalle cancellerie di Francia e Germania, attraverso uno strumentale richiamo al rispetto dei parametri di Maastricht, rischia di divenire la pezza d’appoggio della tesi circa la delegittimazione politica del governo Berlusconi. Gli europeisti più convinti potranno invece vedervi un inatteso e beneaugurato sviluppo in senso politico dell’Unione Europea. Infatti, l’annosa questione della legittimità politica delle decisioni europee pare scorgere una qualche soluzione. Se fino ad oggi sostanzialmente gli stati nazionali sono stati in condizione di conservare l’autonomia sul piano delle politiche economiche subendo sostanzialmente un controllo esterno della Commissione sulle variabili della finanza pubblica, il nuovo impianto della politica economica comunitario denominato “Europa 2020” configura un nuovo modello di rapporti tra cancellerie nazionali e istituzioni comunitarie, con un più incisivo vincolo di integrazione. Il caso italiano, con la sperimentazione di un dialogo tra eurogruppo (Paesi che aderiscono all’unione monetaria), commissione e governo italiano per la determinazione della legge di stabilità, rappresenta il primo esempio di politica economica “comunitarizzata”. C’è da sperare che la “maledizione” europea, con una moneta unica non supportata da una politica economica unica, possa essere superata, a tutto vantaggio della legittimazione politica delle decisioni europee.
Dalla grande crisi di questi anni non si esce attraverso le classiche leve delle poltiche nazionale- svalutazioni competive e manovre sul cambio della moneta- ma attraverso una nuova immaginazione istituzionale, con soluzioni sovranazionali ad alta legittimazione politica.
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