ROMA, 28 OTTOBRE - E’ stato condannato dai giudici della III Corte d’Assise di Roma il 33enne Valentino Talluto, l’”untore” accusato di aver contagiato con l’Hiv 32 persone tra cui numerose ex partner. Nonostante le sollecitazioni da parte della Procura per l’ergastolo, non è stata riconosciuta l’accusa di epidemia dolosa, quanto quella più leggera di lesioni gravissime.
Durante la lettura della sentenza le reazioni delle vittime sono state di gioia e commozione, Talluto è invece rimasto impassibile. “E’ la nostra piccola grande vittoria. Giustizia è fatta. Ora siamo unite dalla gioia e pronte ad andare avanti” è stato il commento di una delle ex partner dell’untore.[MORE]
Sul conto di Talluto invece non si è scovato nulla di nuovo rispetto a quanto emerso dall’inchiesta: le motivazioni delle sue azioni rimangono dunque ignote, dicendosi soltanto “dispiaciuto” per l’accaduto.
Le indagini sono partite nel dicembre del 2015, mese in cui Talluto è stato arrestato e la procura aveva rivolto un appello alle sue ex partner a effettuare il test anti Aids. Emerse infine che le persone contagiate in modo diretto erano state oltre 30 e che Talluto aveva imposto alle vittime rapporti senza protezione; con i contagi indiretti delle vittime verso altri partner il numero delle vittime è salito a 57.
Federico Ferro
fonte immagine bbc.com