La Fillea Cgil Sicilia all’iniziativa su legalità e sicurezza in programma a Crotone

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Anche la Fillea Cgil Sicilia all’iniziativa “Legalità e Sicurezza – Protocolli di legalità, prevenzione, lavoro sicuro", in programma venerdì 6 marzo, alle 15, nella Sala Giardini di Pitagora di Crotone.

 

All’appuntamento di alto profilo, con rappresentanti del Governo, delle Prefetture, della Magistratura, delle forze investigative antimafia, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali, parteciperà infatti anche Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, che parlerà della trasformazione del rapporto tra mafie ed economie locali, soprattutto nei settori più esposti, come quello degli appalti edili.

 

«Oggi il volto della mafia nei cantieri - rivela Pistorio - non è più soltanto quello della violenza evidente ma dell’integrazione silenziosa nel mercato. La mafia contemporanea si muove infatti come un soggetto economico occulto: intercetta subappalti, orienta forniture, condiziona relazioni. È il modello descritto da Sebastiano Ardita in “Cosa Nostra S.p.A.”: un sistema che opera come una struttura imprenditoriale, capace di radicarsi nel tessuto produttivo e sociale fino a diventarne parte integrante ma è anche il sistema della “Catania Bene”, quella del boss Santapaola, che si è oramai diffuso e purtroppo sembra destinato a diffondersi ancora di più sull’intero territorio nazionale». 

 

«E l’edilizia è sempre più strategica in questo radicamento - aggiunge il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia - dal momento che oggi il cantiere rappresenta un crocevia economico e sociale. Attorno a un’opera pubblica si attiva una rete di imprese, fornitori, servizi, trasporti, manodopera. È un nodo territoriale che connette economia e relazioni sociali». 

 

«La mafia cerca consenso più che paura - spiega Pistorio - e l’intimidazione resta uno strumento, ma non è più il principale. Oggi la forza sta nella capacità di rendersi accettabile, di costruire convenienze, di apparire utile. È un processo che produce legittimazione sociale. Antonio Vesco, in “Criminalità immaginate”, ci invita a non descrivere la mafia come un corpo estraneo: sarebbe rassicurante, ma falso».  

 

«Nei cantieri - prosegue - il punto più critico resta il sistema delle forniture. Cemento, ferro, inerti, trasporti, smaltimento, servizi tecnici: l’intera catena può essere orientata e piegata. Perciò servono strumenti rigorosi: tracciabilità degli accessi, badge elettronici, monitoraggio dei flussi occupazionali, verifica dei cambi di proprietà delle imprese coinvolte prima e dopo l’appalto». 

 

Chiaro il messaggio che il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia porterà a Crotone, davanti a istituzioni e magistratura: «La repressione è indispensabile, ma non è sufficiente. La vera sfida è impedire che il controllo del territorio e delle relazioni economiche venga esercitato da poteri paralleli. Nei cantieri si misura la credibilità dello Stato e la qualità della nostra democrazia. La legalità - conclude Pistorio - non può essere un’opzione residuale: deve essere la condizione strutturale dello sviluppo».

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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